Cambiano le stagioni, saluti e baci

31 dicembre 2014 § 1 Commento

Patrick Pleul

Patrick Pleul

Cari amici,

da quando è nato questo blog è successo moltissimo: ho cambiato almeno un paio di vite e una città, ho imparato moltissime cose, ho incontrato persone stupende, ho letto (e guardato) libri fantastici, ne ho scritto uno, ne ho curati altri due, ne ho scelti un buon numero, ho scoperto dei mondi, ci ho passato del tempo, sono entrato in altri mondi.

Ma le stagioni cambiano, e così gli impegni. Nell’ultimo anno qui ho scritto solo due post e purtroppo so che non riuscirò a fare molto di più. E’ quindi con questo post numero 200 che finisce la storia di Who’s the reader. Magari presto potrebbe iniziarne un’altra, chi lo sa.

Chiunque voglia continuare a seguirmi può farlo da queste parti, oppure qui. O ancora, se proprio volete stare comodi comodi, tutto quello che scrivo potete trovarlo qui, bello ordinato. Poi, spesso, molto spesso, sono su twitter.

Vediamoci presto 🙂

Saluti, baci e grazie di tutto

Giulio

Arriva in edicola Topolino numero 3000, ecco la copertina

22 maggio 2013 § 1 Commento

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E visto che il numero 2000 è uno dei primi che ricordi, ho più 1000 Topolini sulle spalle. Buon compleanno Topolino, e grazie.

Dungeon & Covers

23 aprile 2013 § Lascia un commento

Dungeon & Covers

Visto su The casual optimist.

L’anello mancante tra Tomasi di Lampedusa e l’Agip.

9 febbraio 2013 § 4 commenti

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La grafica di due scrittori in abbonamento

19 ottobre 2012 § 2 commenti

Quintadicopertina da un po’ di tempo a questa parte tenta una nuova via, quella degli scrittori in abbonamento: per un anno gli abbonati ricevono tutti i testi dello scrittore scelto a un prezzo forfettario.

Ma qui ci interessa parlare di grafica. Senz’altro bizzarra e, secondo noi, poco adatta all’acquisto online (troppi font, troppo testo, troppa confusione per delle copertine grandi come l’unghia di un pollice), ma originale. In particolare ci piace il contrasto tra font ipermoderni e soluzioni classicissime.

Tante idee, troppe. Purtroppo e meno male.

Cartaceo vs ebook (si, ancora, ma poi basta)

15 maggio 2012 § 3 commenti

Eccoci tornati dal Salone, più o meno interi, più o meno vivi. Libri tantissimi, copertine tantissime, nuovi editori tantissimi. Giovedì abbiamo avuto l’onore di moderare la tavola rotonda dal titolo Grafica editoriale… digitale? alla quale hanno partecipato Maurizio Ceccato (di cui abbiamo parlato qui), Roberto Grassilli (qui) e Riccardo Gola (qui). Tante le idee emerse, eccone alcune:

– Ogni segno che il grafico sceglie di eseguire è una precisa scelta politica oltre che estetica

– Il libro è una tecnologia, così come l’ebook

– La tecnologia è politica e risponde a delle precise scelte estetiche

– L’approccio progettuale del grafico è funzionale al contenuto

– Non c’è vera efficacia senza bellezza

– Il libro cartaceo non ha ancora terminato di esprimere le proprie potenzialità

– Quelle del digitale sono ancora tutte da esplorare

– Il libro digitale non sostituirà il libro cartaceo

– Il libro digitale potrebbe non essere più un libro

– E non ci sarebbe niente di male perchè potrebbe fare cose che un libro non può fare

– L’eccellenza digitale e l’eccellenza analogica sono due obiettivi ben diversi

– Per raggiungere l’eccellenza digitale e l’eccellenza analogica bisogna affidarsi a figure diverse

– Per il digitale potrebbe trattarsi di qualcosa di simile a un regista, per il cartaceo di un buon grafico

Ecco quindi due cose non serie e due cose serie che ci piacerebbe dire:

1) Da oggi giriamo la questione e ci chiediamo: “ma il libro di carta sostituirà il libro digitale?”

2) Alziamo l’asticella e ci chiediamo: “ma il libro cartaceo sostituirà il libro cartaceo?” (sic)

3) Quindi, risolutamente affermiamo che chiedersi se vincerà il libro cartaceo o l’ebook è come dire “ma se facciamo Lakers vs Chievo Verona chi vince?”

4) E con decisione ricordiamo che ci sono i libri di carta, i contenuti digitali strettamente testuali, e tutto il resto di cose che si può fare con il digitale. Sono campionati diversi, ciascuno con la sua serie A e serie B (e C e D e E…), con i propri allenatori le proprie squadre e i propri fuoriclasse. Ci sono persino regole diverse, ma una è uguale per tutti: non esiste il fuorigioco. Chi scatta per primo va in porta.

Si accettano scommesse.

Branchie, respiri indipendenti

4 maggio 2012 § Lascia un commento

Dicevamo qui: “chi ha il peschereccio (o il reparto marketing) più grosso vince tutto“. Vero, ecco perchè agli artisti indipendenti tocca farsi crescere le branchie: stare sul fondo è l’unico modo per stare a galla.

Inutile cercare di dragare pubblico indistinto con grandi campagne di comunicazione: fondi non ce n’è per nessuno, le istituzioni hanno i loro problemi, la gente è sempre più distratta. Allora per nuotare si fa rete, tutti insieme.

E’ quello che si propone il collettivo Branchie. Il progetto, coordinato da Giuliana Tammaro e Silvia Basso, nasce a Venezia nel 201o col proposito di coordinare gli sforzi degli artisti della laguna. Obiettivo: dare visibilità ai giovani creativi veneti (e non solo), comunicare eventi, censire realtà editoriali e artistiche, promuovere gli spazi della città.

Il tutto con un blog, una rivista (formato A5, 24 pagine, due colori, carta usomano 100 gr, progetto grafico Officina 3am e Giuliana Tammaro), di recente una conversazione-manifesto su cosa significhi essere indipendenti. Fare rete insomma, per generare valore e bellezza, e respirare.

 

 

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