Copertine 2.0. Gli ebook di 40K

18 gennaio 2011 § 5 commenti

Nei post precedenti abbiamo dato un’occhiata ad alcune criticità introdotte dall’ebook nella progettazione editoriale, e abbiamo proposto qualche idea. Proviamo adesso a vedere le soluzioni adottate da uno dei primi editori esclusivamente digitali in merito alle copertine dei propri ebook.

Come ricorda Antonio Armano sul il Giornale:

Il racconto è un po’ il disco a 45 giri della letteratura e così come i singoli brani musicali, scomparsi nell’era post-vinile del cd, sono resuscitati grazie agli mp3 e iTunes, l’ebook sta facendo nascere un mercato per la forma breve.

40K rispolvera così, dopo anni di ostracismo editoriale, il testo breve, sia questo articolo, pamphlet o novella, (in file di 40kb, circa 55.000 battute per una ventina di pagine). Questo perchè secondo Marco Ghezzi:

Il testo breve va forte in ebook perché la gente ha sempre meno tempo e i racconti su ebook sono perfetti per leggersi negli interstizi di tempo, durante un’attesa, un viaggio…

Un tentativo quindi di intercettare un pubblico la cui domanda sarebbe rimasta, fino ad oggi, sostanzialmente insoddisfatta. Da segnalare un catalogo dall’aspetto invitante declinato nelle dimensioni della short story d’autore e del saggio breve (in massima parte legato alle tematiche dell’innovazione tecnologica): familiari soprattutto i nomi di Zaccuri e Bruce Sterling, nell’un campo e nell’altro garanti di qualità. Bella idea la traduzione del catologo in inglese, portoghese, spagnolo e francese.

Il progetto grafico purtroppo non ci convince allo stesso modo. Forti contrasti; colori acidi, dissonanti, impiegati spesso binariamente come elementi portanti della copertina; illustrazioni essenziali e poco raffinate; elementi squadratai e urtanti a spasso per la pagina. Insomma, le copertine sono davvero brutte. Senza contare che l’unico accenno di sperimentazione che viene tentato si riduce all’evasione dal riquadro della pagina di parte del lettering e delle illustrazioni.

Tuttavia la riuscita di un progetto grafico non si può giudicare senza tenere a mente il pubblico a cui è rivolto, e in questo bisogna dare atto del coraggio di 40K. Gli acquirenti di ebook, o meglio, il loro pubblico potenziale, sono ancora sostanzialmente sconosciuti: oltre ad una certa familiarità col computer e a un interesse spiccato per le tematiche del web e delle tecnologie, poco si sa sui loro gusti, preferenze, esigenze. Come se ciò non bastasse l’editore ha cercato di aprire il proprio catalogo ad utenti brasiliani, italiani, francofoni, anglofoni e ispanici e non si possono ignorare le difficoltà insite in un progetto grafico diretto a un pubblico tanto vasto.

L’uso di font squadrati si avvicina allo stereotipo di linguaggio tecnologico che ci è stato veicolato per decenni dal cinema e dalla letteratura di fantascienza, ed è probabile che non riesca del tutto sgradito a fruitori del genere e ad appassionati di computer.

I colori acidi e dissonanti si rendono invece biologicamente necessari per colpire l’attenzione di un lettore fugace al di là di qualunque gusto estetico personale o legato alla nazionalità. Per lo stesso motivo non vale la pena di avventurarsi in illustrazioni elaborate o ammiccanti dato che non esiste altro background culturale comune su cui far leva se non quello popolato dallo spoglio immaginario della tecnologia.

Il risultato finale è un progetto dalla grafica meccanicamente efficace per quanto (e proprio in quanto) oggettivamente sgradevole. Siamo sicuri che il tempo saprà insegnare: cinque e mezzo.

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§ 5 risposte a Copertine 2.0. Gli ebook di 40K

  • Gabriele scrive:

    Premesso che a me quei forti contrasti intrigano abbastanza (con qualche accortezza li si potrebbe rendere meno aggressivi sulla carta), credo che le copertine di 40k siano state pensate con un occhio allo schermo in bianco e nero dell’inchiostro elettronico. Finora sono le copertine che rendono meglio su Kindle, contrariamente a molte altre copertine (tra cui quelle di E/O ed Europa, purtroppo).

    • giupasserini scrive:

      Hai ragione: con la scala di grigi dei lettori più diffusi devono fare un effetto migliore, quindi la scelta è comprensibile.

      Ma volendo proiettarsi in avanti sarebbe bello immaginare una grafica resistente tanto alla scala di grigio quanto alle sollecitazioni del colore… (si sappia: è stato appena espresso uno sfogo utopico ;)). Insomma la sfida è aperta!

  • Io non ho trovato affatto sgradevole questa grafica, certo sono curioso di vedere come evolverà. Ha molta forza e finalmente parla col linguaggio della Rete

    • giupasserini scrive:

      La grafica ha sempre molto da dire. Hanno appena qualche mese di vita alle spalle, ma un’identità già forte e un’offerta precisa. L’immagine siamo sicuri non tarderà a svilupparsi😉

  • […] alla quale hanno partecipato Maurizio Ceccato (di cui abbiamo parlato qui), Roberto Grassilli (qui) e Riccardo Gola (qui). Tante le idee emerse, eccone […]

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