Jenny Erpenbeck, Di passaggio, Zandonai

24 ottobre 2011 § Lascia un commento

Abbiamo già detto qui di quanto ci piacciano le copertine di Zandonai. Arriva proprio in questi giorni in libreria Di passaggio di Jenny Erpenbeck e ancora una volta la copertina è un piccolo capolavoro di bellezza e grazia. Due righe sulla trama:

Una tenuta nelle campagne del Brandeburgo viene suddivisa tra le quattro figlie di un vecchio possidente terriero. La parte più modesta, un bosco su cui sorge una piccola casa con un grande giardino e l’accesso diretto al lago, è affidata all’ultimogenita, Klara, che proprio nelle acque di quel lago decide di togliersi la vita. Undici vite vi si alterneranno. A scandire il ritmo del racconto è la presenza costante della dodicesima tessera, il giardiniere, l’unico a credere soltanto nella natura e nell’alternarsi delle stagioni, il solo a prendersi cura della casa, con immutata devozione, fino alla fine.

Ed ecco allora in copertina il fantsma di Klara, di passaggio, a piedi nudi sulla neve, forbici in mano, fino alla fine intenta alla cura, all’attenzione per le cose fragili. Una pianta senza vaso, nella neve, sul lago ghiacciato, è l’incarnazione di una debolezza a cui solo un giardiniere dell’anima può rimediare.

E’ l’estetica Zandonai che ben conosciamo: la cura per i dettagli (alcune novità nel box sottostante), il fermo immagine che chiama in causa il lettore nella produzione di senso costringendolo a intervenire col proprio io. Elegia, insomma.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Il fermo immagine Zandonai

25 febbraio 2011 § 2 commenti

Li abbiamo scoperti da poco, ma la grafica  dei libri dell’editore Zandonai ci ha subito conquistato. Incuriositi abbiamo voluto domandare come avviene la scelta di una copertina in casa editrice e quali criteri vengono seguiti e la risposta che ci è stata data non lascia spazio a dubbi: “Ogni copertina è una vera e propria guerra”.

Ci raccontano che la ricerca iconografica è per loro una parte fondamentale del progetto libro, e a questa consacrano giorni e giorni di lavoro per ogni titolo; e i risultati si vedono.

Il fermo immagine è assunto a cifra estetica dominante. L’azione sospesa o la stasi sono i poli entro i quali si tendono i meridiani della ricerca estetica Zandonai: il lettore non viene mai chiamato in causa in prima persona, ma è sempre coinvolto nella produzione di senso in maniera sufficiente e necessaria nel ruolo di spettatore. Nessuno sguardo ammiccante, niente che si offra facilmente al tatto dell’intelletto, il lettore non è personaggio per la grafica dell’editore quanto piuttosto mente attuante in grado di sbloccare il processo narrativo.

Silenzio e gradazioni del medesimo colore disegnano i soggetti titolo dopo titolo, come parole di un unico discorso che trova nel catalogo la sua forma in divenire. Piacevolmente Colpiti.

Questo slideshow richiede JavaScript.


Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag zandonai su Who's the reader?.