Voland, la nuova collana di tascabili

23 maggio 2011 § 4 commenti

Quando un editore decide di varare una nuova collana di tascabili c’è sempre da essere felici: vuol dire che i suoi libri hanno avuto un buon successo. Ancora più felici quando si tratta di piccoli editori che, con fiuto e cura, continuano a proporre ai propri lettori il nuovo e il bello. E’ il caso delle edizioni Voland.

La nuova collana, varata nel sedicesimo anno di attività della casa editrice, ripropone in formato ultratascabile (11 x 18,5) e supereconomico ( 7 euro), quattro testi che hanno fatto la storia e la fortuna della casa editrice: Cosmetica del nemico e Diario di Rondine della Nothomb, Lisboa di Pessoa e Lezione di calligrafia di Shishkin.

Libretti piccoli e comodi (cartoncino molto morbido a fronte di una brossura resistente che asseconda i gesti del lettore), leggibili perchè impressi in caratteri non piccoli fra buoni margini. Il bollino giallo sulla destra toglie ogni dubbio sulla supereconomicità dei volumetti ; non bellissimo in verità, sarebbe forse stata più gradevole una soluzione diversa per ciascun titolo, che magari giocasse sui colori di copertina.

Colori che tornano a riproporre la tradizionale grafica Voland per sezioni di pagina, qui ad andamento verticale a sottolineare la leggerezza del tascabile. I pittogrammi, essenziali ma di garbo, sono dell’illustratore Pedro Scassa e vengono ripresi anche sul post-frontespizio e sull’ultima pagina del volumetto.

Per finire una silenziosa citazione dagli Oscar Mondadori (oltre che nel formato -quasi identico-) sul frontespizio che riproduce perfettamente quello della storica collana (nello slideshow due esempi a confronto) dando lo stesso, meritorio rilievo al nome del traduttore.

Un progetto onesto, senza fuochi d’artificio. Supereconomico, semplice, bello: disintossicante.

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Asaf Schurr, Motti, Editore Voland

16 dicembre 2010 § 1 Commento

Ancora Più libri più liberi, ancora piccoli e medi editori. Questa volta parliamo di Motti di Asaf Schurr, dell’editore Voland.

La copertina è di carta opaca, solida, molto piacevole al tatto; ci piace particolarmente la divisione del prospetto in sezioni, riuscita per proporzioni e accostamento di colori. L’illustrazione di Guillermo Gori, straordinariamente “parlante” nella sua semplicità, si inserisce bene nella copertina giocando con le sezioni della pagina; buona anche la scelta del grigio (l’alternativa più ovvia -il bianco- sarebbe risultata troppo sgargiante).

Convince meno la scelta del giallo per autore e casa editrice, mentre si apprezza il riconoscimento espresso nei confronti del traduttore il cui nome campeggia subito sotto il titolo. Sette più che è già un sette e mezzo.

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