La grafica della collana Inediti & ritrovati, Excelsior 1881

17 aprile 2011 § 1 Commento

Come tanti piccoli editori di qualità, anche Excelsior 1881 ha la sua collana di recuperi. Opere “minori” o, più spesso, dimenticate, sono raccolte nella collana “Inediti & ritrovati” dedicata alla così detta narrativa d’epoca; fra gli altri, titoli di Jane Austen, Thomas De Quincey, Flaubert, Malaparte e Giordano Bruno.

L’impostazione è puramente tipografica: su sfondo pastello (copertina in solida brossura di cartoncino spesso), oltre al logo excelsior campeggia solo la titolazione in basso, allineata a destra, composta dal nome dell’autore (in corpo maggiore, il testo rigato in diagonale) e dal titolo (un po’ più piccolo e a colore pieno).

In perpendicolare, sulla stessa verticale di allineamento, il nome della collana in corsivo concorre a separare la titolazione dalla sua immagine speculare oltrebanda che termina sul risvolto interno. La quarta di copertina riprende autore e titolo accompagnandoli con qualche riga di introduzione al testo. Una punta di vintage preso a prestito da cinema e grafica sixties (con il rigato e la specularità), aggiunge spessore e ironia a un progetto elegantissimo.

P.S. Visto che in questo caso l’immagine non rendeva, abbiamo optato per qualche fotografia improvvisata (che trovate qui in basso). Esempi molto migliori: l’ottimo Federico Novaro che fra l’altro porta avanti questo bellissimo progetto a tema; e le prove concettuali di Randa col quale qualche tempo fa ci siamo coordinati per scrivere questo post.

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Roberto Calasso, K, Vintage/Adelphi. Quarta seduta

19 febbraio 2011 § 2 commenti

 

 

 

 

 

 

 

Quarta seduta “psicografica” per Who’s the reader: libere associazioni grafiche a puntate. Continuiamo a parlare di Kafka e di Mendelsund, mettendo a confronto due edizioni di K. di Roberto Calasso.

A sinistra l’edizione a cura di Mendelsund, Vintage 2006. Collage e lavoro tipografico in odor di futurismo; bella l’alternanza di tondo, corsivo e finto magenta nella titolazione (stiamo scoprendo pian piano quanto piaccia all’editoria anglofona questa soluzione).

A destra, del 2002, prima edizione Adelphi che più Adelphi non si può. Sfondo pastello, tanta tipografia (nb: qui è l’autore ad essere messo in corsivo), un carattere orientaleggiante, e la netta divisione della pagina in due zone una per l’illustrazione, una per il titolo.

Da rilevare come entrambe mantengano il punto dopo la “K”. Niente di casuale: stiamo sempre parlando di Kafka e non di un mister “K” qualunque… ma soprattutto volete mettere l’orgasmo tipografico?! (sogno di qualunque stampatore un po’ artista: stampare una pagina interamente bianca con un punto nero al centro).

Finisce qui il primo ciclo di sedute psicografiche di Who’s the reader: la diagnosi ha messo in luce una certa tandenza al minimalismo compulsivo con venature di radicalismo tipografico. Proveremo a lavorarci 🙂

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