Il Domenicale del Sole 24 ore, La grande arte del racconto

15 maggio 2011 § 1 Commento

Appena di ritorno dal Salone del Libro di Torino con gli occhi ancora pieni di pagine e  una borsa traboccante di titoli: troppe cose da guardare, fotografare, appuntare, ascoltare. Abbiamo ancora bisogno di riordinare un po’ le idee (e gli appunti), nel frattempo ecco la bellissima cover del Domenicale del Sole 24 ore di oggi.

In copertina su sfondo nero, l’opera di Ebon Heath, Circle Study (side view), 2009, carta ritagliata con testi di Guy Debord & The Media. Niente di più adatto per raccontare per immagini la nuova collana di short stories in edicola da domenica prossima col Sole 24 ore, una raccolta che vuole raccontare la “grande arte” delle parole.

Da rilevare l’azzurro del riquadro che ospita la testata: oltre ad accendere la pagina (che sarebbe risultata appiattita dall’uso del solo bianco e nero), alleggerisce il tono complessivamente ieratico del prospetto. Vera raffinatezza il quadrato in alto a destra dove il nero sul nero viene delimitato da un contorno bianco.

Restyling riuscitissimo quello del Domenicale, che settimana dopo settimana ci ha regalato ogni domenica copertine di altissimo livello che, ribadiamo, non vediamo l’ora di vedere raccolte in un’apposita gallery sul sito.

Breve nota: in un articolo di qualche giorno fa apparso su Lettera 43, si raccoglievano indiscrezioni circa un possibile ritorno del Domenicale al formato lenzuolo, abbandonato a cavallo del 2011, per il più moderno formato tabloid.

Non siamo convinti che sarebbe la scelta più saggia: con il restyling, l’inserto è stato svecchiato nella forma e nei contenuti; un passo indietro (in controtendenza col generale processo di “settimanalizzazione” in corso nei quotidiani) sarebbe un errore che metterebbe a rischio l’ampia fascia di nuovi lettori acquisita da gennaio ad oggi, un pubblico giovane ed esigente slegato dalle tematiche strettamente economiche tradizionali del giornale, ma vicino al suo spirito culturale e innovativo.

Un passo indietro sulla forma che rischia di condurre rapidamente ad un passo indietro anche sui contenuti, che negli inserti hanno conosciuto il loro sviluppo migliore andando a  costituire la forza propulsiva e la direzione ideologica del giornale di domani. Staremo a vedere.

Alla prossima settimana con i resoconti dal Salone!

Annunci

Lo sport in copertina, uno sguardo alla collezione Dall’Occa

7 maggio 2011 § Lascia un commento

Come ogni prima domenica del mese, anche domani sotto i portici di Piazza Diaz a Milano si terrà il consueto appuntamento all’aperto dedicato a tutti gli amanti del libro raro,antico e di pregio. Fra l’altro, con le sue 130 bancarelle, questa edizione  di Libri a Piazza Diaz si candiderà come il più grande mercato scoperto di edizioni rare d’Europa.

Per l’occasione la libreria Malavasi espone la bellissima collezione di libri sportivi che il bolognese Marco Dall’Occa ha raccolto in anni di appassionata ricerca bibliofilica. Per chi volesse approfondire, qui l’articolo di Stefano Salis sul Domenicale del Sole 24 ore, e qui il saggio di Hilarius Moosbrugger (disponibile su Maremagnum).

Non ci resta che lustrarci gli occhi 🙂

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Domenicale del Sole 24 Ore. Febbre da capolavoro

12 aprile 2011 § Lascia un commento

Sempre bello e sempre più pop l’ inserto domenicale del Sole 24 ore. Ma con un concept che sfugge l’ironia fine a se stessa. Ci si chiede:  la penna in questione sarà quella dei critici il cui metro misura solo dal “good” allo “wow”? o quella degli scrittori bruciati dalle pressioni per produrre best sellers di qualità?

La verità (ma guarda un po’) sta nel mezzo: grandi scrittori (tranne che in alcune fortunate stagioni) ce ne sono sempre stati pochi in giro. E’ nell’ordine delle cose che si pubblichino libri belli e libri brutti, ma soprattutto che di capolavori non se ne incontri ad ogni giro d’angolo; eppure il mercato continua a vomitare titoli su titoli spacciandoli per tali, ad un ritmo di oltre un centinaio di nuove uscite ogni giorno, indispensabili per alimentare impianti assetati di carta e inarrestabili.

Ma gli spazi sono pochi, i critici militanti sempre meno e sempre più spesso confinati in prestigiosi box laterali, poco più che riserve indiane. Non è più tempo per militanti e ideologie, adesso vanno di moda gli attivisti e i volontari, personale d’ingaggio critico al margine dell’organico, fanteria da sbarco rapida e letale che piomba sulla pagina, divora, e mitraglia le sue 1500 battute; è vero tengono la posizione, ma senza artiglieria e genio, senza aviazione e marina si fa poca strada.

Veniamo infine alla cover: da notare l’equilibrio dei colori (arancione di sfondo e rosa salmone della pagina bilanciato dal marrone in alto a sinistra) e la geometria delle forme (triangolo retto a destra bilanciato dai titoli nei due riquadri a sinistra) . Design di Adriano Attus, Luca Pitoni, Laura Cattaneo.

Il paziente sarà pure febbricitante, ma è ancora ben lungi dal guarire o dal crepare. Non ci resta perciò che attrezzarci di borsa del ghiaccio e sorriderne un po’, magari in chiave pop.

Kafka di Peter Mendelsund, Schocken. Terza seduta

16 febbraio 2011 § 4 commenti

Terza seduta “psicografica” per Who’s the reader: libere associazioni grafiche a puntate. Partendo dalla tricromia del ‘900 pop del Supplente siamo arrivati alla policromia reclamistica dell’ultimo Domenicale del Sole 24 ore. Facciamo ora un passo indietro e torniamo agli sguardi che inseguono Attilio Forra, al “sospetto di cui si sente vittima ma di cui in qualche modo è anche artefice”, torniamo agli occhi.

Lo stesso occhio che Alice Beniero ha interpretato come texture, assume un ruolo da protagonista nel progetto grafico dedicato a Kafka da Peter Mendelsund per i tipi dell’editore Schocken.

La scrittura Kafkiana -dice il designer sul suo blog– ha sempre dato vita a progetti grafici caratterizzati dalla “fascistizzazione” dei propri elementi: la costruzione rigida, le tonalità scure o spente, la tensione negativa. Il suo tentativo è stato invece quello di riuscire a valorizzare l’umorismo nero dello scrittore e la sua parola esoterica, ieratica e spiazzante non attraverso i soliti schemi tetri e costrittivi, ma con l’uso del colore e dell’ironia impiegando una logica malata ma coerente nella sua sistematicità. Mendelsund andava insomma alla ricerca del paradosso (a questo proposito molto interessante il contest della rivista Finzioni).

Puntando in questa direzione, quale miglior elemento dell’“occhio” per tradurre sulla pagina allo stesso tempo intimità e paranoia, valorizzare l’individuo e  perseguitarlo. Concentrando su quest’elemento la tensione psichica e il processo al lettore, il designer ha quindi mano libera sul resto del prospetto e decide di usare il colore a tutta pagina, operazione -come sappiamo- sempre molto rischiosa, ma mai tanto azzeccata. La cromia piena e luminosa ha il merito di non rassicurare affatto il lettore, ma di aggravare piuttosto l’ansia dell’attesa nel vedersi sottoposto a processo in un contesto falsamente rassicurante, quasi infantile.

Ad aggiungere angoscia all’angoscia è il gioco della variazione sul tema in cui un elemento semplice e sensibile come l’occhio viene sottoposto a scomposizione o a mostruose mutazioni di colore (tanto basta per terrorizzare la mente semplice di un bambino). Il gioco su parti sensibili del corpo scatena, pur nel sorriso, l’ansia atavica in ognuno di noi. Nota a margine: il font usato è il Mister K ricavato dalla calligrafia stessa dello scrittore da Julia Sysmäläine.

Un progetto semplice e riuscitissimo, in grado di rompere con la tradizione pur salvandone (potenziando perfino) il sentire propriamente kafkiano.

Appuntamento a sabato per la nostra quarta e ultima seduta. Siate puntuali.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Domenicale del Sole 24 Ore. Seconda seduta

13 febbraio 2011 § 4 commenti

Come avevamo annunciato nel post precedente Who’s the reader va in terapia: libere associazioni grafiche a puntate. Dopo esserci fatti raccontare da Alice Beniero la copertina del Supplente, parliamo oggi della cover dell’ultimo inserto domenicale del Sole 24 ore. Design di Adriano Attus e Luca Pitoni.

Ci diceva Alice: “Il Novecento è suddiviso in 3 periodi caratterizzati da elementi grafici differenti (primo periodo, fine ‘800 fino al 1930: riproduzione di un’incisione o illustrazione al tratto; secondo periodo, neorealismo 1940-50: foto in bianco e nero su fondo colorato; terzo periodo, avanguardie pop 1960-70: illustrazione concettuale a colori pieni”

Eccoci dunque in pieno spirito pop-art: dal tubetto di dentrifico Translate (calco di una ben nota marca di detergenti orali dalla comune desinenza in “-ate”) fuoriesce una pasta multicolore a simboleggiare l’unione di tutte le culture del mondo; d’altronde quale migliore simbolo di un prodotto per l’igiene orale avrebbe potuto rappresentare l’incontro fra lingue diverse?

Tutti gli elementi della pagina, nella loro semplicità, concorrono all’equilibrio complessivo premiando la simmetria. Ancora una volta un concept originale e leggero. Dall’inizio dell’anno 7 numeri da incorniciare!

PS A mercoledì per la prossima seduta! 🙂

Magazine cover design. Il Domenicale del Sole 24 ore

24 gennaio 2011 § 4 commenti

 

Copertina dell’ultimo inserto domenicale del Sole 24 ore. Design di Adriano Attus, Luca Pitoni, Laura Cattaneo.

Parla da sè, quindi spendiamo giusto due parole: da notare l’uso del corsivo nei titoli in basso a sinistra (solitamente riservato ai sommari o ai catenacci, solo di rado nei titoli degli elzeviri), l’eleganza e la sinuosità dei caratteri (molto più snelli invece quelli usati per le pagine interne), il riquadro in alto a sinistra che richiama il design delle copertine di IL, altro magazine del Sole.

Colori e concept in chiave pop, ironia che solo il più autorevole inserto culturale italiano potrebbe permettersi. Applausi!

 

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag sole su Who's the reader?.