Ho scritto un libro che si intitola “Nemici di Penna”

9 marzo 2014 § 1 Commento

Nemici di penna

Forse non tutti sanno che tra Mark Twain e Jane Austen, tra Faulkner e Hemingway, tra Philip Roth e Jonathan Franzen non è corso buon sangue. Le loro faide sono entrate nel mito, quelle tra Gore Vidal e Norman Mailer sono leggenda. In questo libretto ho voluto raccogliere i migliori insulti, i litigi epocali, i duelli in punta di penna e le sciabolate più volgari che hanno fatto la storia della letteratura.

In queste pagine i più grandi scrittori di sempre si sfidano per difendere il proprio onore, la propria donna e i propri scritti per i motivi più futili e ridicoli. Ma, soprattutto, perché si detestano dal profondo del cuore. Perché i libri, e non gli scacchi, sono lo sport più violento che ci sia.

Se un poco vi siete incuriositi e volete leggere qualche opinione, qui trovate la raccolta aggiornata di tutte le ultime recensioni. Se volete leggerne un pezzetto, su Ho un libro in testa trovate uno dei miei duelli preferiti, Jonathan Franzen VS Philip Roth, e presto ne seguiranno molti altri in uno specialissimo celebrity deathmatch; su Affari Italiani invece trovate l’introduzione.

Della copertina sono molto, molto contento. A voi piace? Opera degli ottimi Moskito design.

Buona lettura 🙂

 

Siamo tutti Vintage Book Lovers

15 giugno 2011 § 1 Commento

Non possiamo farne a meno: ogni volta che vediamo una bancarella di libri di seconda mano non capiamo più niente. Ci mettiamo lì, sotto il sole cocente, e con pazienza li spulciamo uno ad uno.

I Bevilacqua non mancano mai, di Susanna Agnelli (Vestivamo alla Marinara) come se piovesse, inondazioni di Umberto Eco, di “biblioteche di Repubblica”, i peggio Moravia a cascata. Poi di tanto in tanto trovi piccole gemme gualcite. Ci capitò con Il lamento del prepuzio (in cui trovammo il seguente biblietto: “Rosina è ancora fuori. PS ho preso l’antistaminico), o con Ballo ad Agropinto di Giuseppe Lupo.

Una volta persino con Horcynus Ora, ma ne avevamo già due copie e resistemmo. Meduse e Oscar Mondadori abbondano, e non solo i peggiori. Più spesso di quanto s’immagini Calvino, raramente Landolfi, qualche buon Adelphi qua e là. Gialli e Urania si acquistano in stock.

Anche gli amici di Indie-up e quelli di Finzioni soffrono dello stesso demone e per esorcizzarlo lanciano il contest Vintage books lovers. Ecco il regolamento:

Come si partecipa?

Bisogna postare sulla pagina Facebook di Finzioni una foto con la copertina del vostro libro vecchio preferito (pubblicato prima del 1990). La foto potete farla un po’ come volete: ci dovete essere voi e il vostro libro, per il resto spazio alla creatività e alle idee malsane: imbarcarsi su una scialuppa e fare Whale watching con una copia di “Moby Dick” che sbuca dalla tasca, arrampicarsi su albero e penzolare con in pugno “Il barone rampante”, o farsi fotografare con Antonella Clerici e in bella mostra “In cucina con il robot” o semplicemente voi che leggete il vostro tomo ammuffito davanti al camino con un bicchiere di brandy in mano. Insomma provatele tutte e sarete ricompensati. Basta che vi ricordiate di far vedere bene la copertina!

Come si vince?

La foto che ottiene più Like dagli altri utenti vince.

Cosa si vince?

Il vincitore potrà scegliere a proprio piacere sul sito di Indie Up una delle bellissime t-shirt Out of Print. Queste t-shirt riproducono le copertine di alcuni tra i più grandi capolavori della letteratura. Si tratta spesso di copertine introvabili, prime edizioni o semplicemente edizioni rare, tutte graficamente molto belle e particolari.

Quando inizia e quando finisce?

Il contest inizia oggi, 15 giugno 2011, e si concluderà il 5 luglio 2011. Entro questo arco di tempo, si potranno postare le immagini sulla pagina FB di Finzioni e votare attraverso il tasto Like. Alle 24.00 del 5 luglio 2011 si chiudono le urne e si conteggiano i voti.

Per l’occasione Who’s the reader si spoglia: strip tease a tema vintage Corto Maltese-Horcynus Orca!

La realtà spezzata delle Edizioni Casagrande

30 maggio 2011 § Lascia un commento

Viste per la prima volta al Salone, questa è la loro storia:  le Edizioni Casagrande nascono a Bellinzona da una libreria fondata nel 1924, il primo libro esce nel 1950 e negli anni Settanta ha inizio il progetto editoriale che a partire dal 2000 si consolida e si articola in più collane.

La collana Scrittori si apre al Novecento europeo, accostando autori svizzeri e italiani come Dürrenmatt, Walser, Jaccottet, Pariani, Glauser, Salabelle e Frisch, grandi outsider inglesi e francesi come Denton Welch, Emmanuel Bove e Georges Hyvernaud, e scrittori di culto come Agota Kristof, Romain Gary, Imre Kertész.

Bellissima la copertina di Outsider, disegnata da Marco Zurcher dello studio CCRZ. Su sfondo pastello, una figuretta antica e uno scarabocchio di penna, bianco, a dar disturbo alla realtà; il bambino minaccia, o forse scappa. Questa la trama:

Bambini innamorati e subito feriti nei sentimenti, adolescenti in fuga, trentenni persi e irriverenti al cospetto dello psichiatra. Il tema eterno della ribellione all’autorità in quattro racconti inediti di Friedrich Glauser.

Bella anche quella di Vino generoso, di Italo Svevo: ancora una figurina antica, stavolta come da ritagliare da una rivista per modiste; nobile, seria e tragicomica nel suo non accorgersi di essere spezzata:

In occasione del matrimonio di una nipote, la moglie del protagonista ottiene dal medico di famiglia una speciale licenza per il marito: questi per una volta, e a titolo assolutamente eccezionale, nonostante i problemi di salute potrà mangiare e bere come tutti gli altri. È l’inizio della catastrofe

Grande classe.

Watt Magazine, Artigianato retrofuturista

19 maggio 2011 § 9 commenti

Che dire, alla fine è arrivata. Senza introduzione, senza risvolti, senza quarta di copertina: la prendi perchè è bella, la leggi se ti va. “Watt non è una rivista,Watt è una collana editoriale che va guardata come un catalogo e letta
come un libro”.

Nata da un’idea di Maurizio Ceccato (dello studio grafico Ifix Project) e Leonardo Luccone (Studio oblique), la rivista è un luogo cartaceo dove una nuova generazione di giovani autori di testi e immagini può trovare terra, acqua e aria buona: contro le scelte dell’editoria “corrente” tornano i pistoni della macchina di James Watt e torna il vapore buono degli esordienti. Fra le mani abbiamo il volume 0. Ci dicono che il prossimo sarà il volume 0,5. Noi ci crediamo.

Qualche dato:
tre colori (rosso bianco nero).
quadrimestrale (“si spera” cit.).
240 x 340 x 13.
112 pagine (metà di testi, metà di illustrazioni).
9 euro (sul serio).
14 autori, 13 illustratori.
composizione tipografica: Adobe Arabic, Adobe Caslon Pro, Franklin Gothic Bold, Georgia.
copertina: cartone grigio-grigio della cartiera di SanMartino.
interni: Revive Pure Natural offset della Polyedra.
risguardie: Revive Pure White offsett della Polyedra.

Siamo al Salone del libro di Torino. Mentre appena qualche stand più in là stanno illustrando le meraviglie della lettura su tablet, qui, allo stand j38 pad 2 si parla di artigianato, inchiostri e governor mentre la nostra copia viene incartonata, numerata e timbrata (con troppo inchiostro tipografico, tempi lunghi di asciugatura, ottima scusa per conversare).

Partiamo dalla copertina: sullo sfondo grigio-grigio solo un tondo rosso, anzi un punto (avevamo già detto dell’orgasmo di stampare un foglio bianco con un punto al centro?). Testata in caratteri bastoni e bordo nero (dello stesso corpo dei caratteri), sul margine basso si legge stampato in negativo •senza alternativa•

Seconda (sommario) e Terza (biografie degli autori) di copertina sono da applausi. Rinunciamo a descrivervele, godetevele nello slideshow qui sotto.

Sulle pagine interne si alternano testi e disegni; i testi sono impaginati su due colonne fra amplissimi margini bianchi, spezzati talvolta dalle immagini e dalle frasi più calde collocate sulla parte bassa dello specchio di pagina. Ad ogni storia si apre un nuovo orizzonte di colore -bianco rosso nero- nel quale affoga l’incipit aggrappandosi ad un oggetto; ogni storia un oggetto, che troviamo riuniti poi tutti assieme a p. 112: trasformatore Adriman, elettrometro di Edelmann, autoradio Crosley, dictafono Columbia Graphone, e naturalmente il Governor di James Watt.

Che dire: tutto assolutamente straordinario…

•senza alternativa•

Questo slideshow richiede JavaScript.

Editoria digitale, tornerà l’Einaudi degli anni ’50?

30 aprile 2011 § 1 Commento

C’è stata una stagione nell’editoria italiana che ha visto nella casa editrice un laboratorio culturale di eccellente fervore, una congiuntura fortunata in cui talenti e intelligenze di livello eccezionale si sono incontrate nello stesso tempo e nello stesso luogo animate da un comune sentire a dal desiderio di dare un indirizzo forte alla cultura italiana.

Era il tempo delle idee, non ancora delle ideologie (o magari anche delle ideologie, ma non ancora dell’Ideologia) ; delle persone, non ancora dei personaggi; e dei progetti, non ancora (o meglio non solo) dei piani economici. Una stagione corsara e straordinaria che ha visto la sua più completa incarnazione nell’Einaudi a cavallo della metà del secolo, quella di Cesare Pavese, Giaime Pintor, Massimo Mila, Elio Vittorini, Italo Calvino e Natalia Ginzburg, un laboratorio in cui tutte le figure della casa editrice s’incontravano tutti assieme a discutere, pensare e costruire.

Ma anche questa stagione è giunta alla fine. La casa editrice ha completato la sua trasformazione in azienda, ha razionalizzato e specializzato i suoi uffici, ha plasmato figure professionali pratiche ed efficienti ottimizzando così il suo processo decisionale e produttivo guadagnando in rapidità e organizzazione. Poi è arrivato il digitale.

I tecnici e gli addetti ai lavori non smettono di stupirsi della lentezza e della prudenza con cui gli editori (grandi e piccoli) stanno affrontando la sfida del digitale, e arrivano a disperarsi quando per la valutazione di un qualunque progetto devono confrontarsi con tempi di risposta di intere mensilità. Non è colpa di nessuno. Qualunque prodotto digitale nasce ibrido: impossibile produrlo, promuoverlo e commercializzarlo senza l’osmosi delle più diverse competenze professionali; osmosi che le grandi aziende hanno tradizionalmente abbandonato a favore di una più specifica organizzazione del lavoro.

Nella filiera tradizionale un contenuto scelto e confezionato dalla direzione editoriale viene poi affidato al commerciale, ai grafici e al marketing per essere promosso e distribuito. Tutto il resto è compito degli uffici amministrativi.

Ma la vita di un contentuo digitale è molto più travagliata: anzitutto non si dà al di fuori di una forma grafica e concettuale che coinvolga direzione artistica e marketing. La sua distribuzione va strettamente monitorata tanto dall’amministrazione quanto dall’ufficio marketing che deve rendersi pronto ad intervenire rapidamente sui feedback coordinandosi con la direzione editoriale per l’eventuale rilascio di nuovi contenuti. Il tutto deve avvenire sotto la supervisione dall’ufficio grafico che in ogni momento del processo deve garantire che lo scambio editore-lettore-autore avvenga in un ambiente confortevole e di gradevole ergonomia intellettuale. Ecco il laboratorio della nuova editoria, ecco a voi l’Einaudi del 2050.

La nostra intervista a “Ti racconto un libro”

8 aprile 2011 § 10 commenti

Ogni tanto un po’ di sano narcisismo non guasta. “Ti racconto un libro” è un programma ricco di news e curiosità sul mondo del libro. Curato da Annamaria Fontanella, è realizzato da Christian Mascheroni e Marta Perego e va in onda su Iris canale del digitale terrestre.

Qui in basso trovate la nostra bella faccia. A Christian tutti i nostri ringraziamenti per l’attenzione e (visto che non siamo esattamente animali da telecamera) per la pazienza :-).

Buon fine settimana a tutti!

Il fermo immagine Zandonai

25 febbraio 2011 § 2 commenti

Li abbiamo scoperti da poco, ma la grafica  dei libri dell’editore Zandonai ci ha subito conquistato. Incuriositi abbiamo voluto domandare come avviene la scelta di una copertina in casa editrice e quali criteri vengono seguiti e la risposta che ci è stata data non lascia spazio a dubbi: “Ogni copertina è una vera e propria guerra”.

Ci raccontano che la ricerca iconografica è per loro una parte fondamentale del progetto libro, e a questa consacrano giorni e giorni di lavoro per ogni titolo; e i risultati si vedono.

Il fermo immagine è assunto a cifra estetica dominante. L’azione sospesa o la stasi sono i poli entro i quali si tendono i meridiani della ricerca estetica Zandonai: il lettore non viene mai chiamato in causa in prima persona, ma è sempre coinvolto nella produzione di senso in maniera sufficiente e necessaria nel ruolo di spettatore. Nessuno sguardo ammiccante, niente che si offra facilmente al tatto dell’intelletto, il lettore non è personaggio per la grafica dell’editore quanto piuttosto mente attuante in grado di sbloccare il processo narrativo.

Silenzio e gradazioni del medesimo colore disegnano i soggetti titolo dopo titolo, come parole di un unico discorso che trova nel catalogo la sua forma in divenire. Piacevolmente Colpiti.

Questo slideshow richiede JavaScript.


Stefano D’Arrigo, altre opere

9 febbraio 2011 § 1 Commento


Continua la nostra rassegna grafica dedicata alle opere di Stefano D’Arrigo. Dopo il precedente post dedicato ad Horcynus Orca, affrontiamo oggi le altre opere dell’autore.

2000: Prima edizione Rizzoli dei Fatti della fera. Elegante edizione in occasione della ripubblicazione dell’opera completa da parte dell’editore (progetto grafico di Enzo Aimini). Titolazione racchiusa in riquadro bianco da una doppia cornice sullo sfondo color cartone della pagina; in copertina un’elaborazione grafica da una carta nautica dello stretto.

2000: Edizione Mondolibri, in pieno stile club del libro, su un libro non proprio da Mondolibri. In copertina indovinate un po’…“La marina di Napoli” di Gaetano Esposito. Bordo color Melanzana, copertina solida, immagine immediata e caratteristica: perfetto libro Mondolibri.

2004: Seconda edizione Rizzoli, questa volta nella BUR. Progetto grafico Mucca design bello, evocativo e aderente al tema (finezza studiata o no, torna la cornicetta attorno al titolo. Ma forse no visto che c’è in tutta la BUR).

1982: Prima edizione Mondadori di Cima delle nobildonne. Orribile, triste, senza senso, lontanissima dal tema trattato (placenta, egitto, Stoccolma, chirurgia).

2006: Riedizione Rizzoli. Tutto come al solito cornicetta ecc… Torna il tema archeologia: sullo sfondo antiche rovine di popoli scomparsi. Silenziosa ed evocativa.

1978: Seconda edizione di Codice Siciliano per i tipi di Mondadori nella collana delllo Specchio. Non ci è riuscito di trovare un’immagine della prima edizione Scheiwiller 1957. Copertina del tutto standard, affatto personale. Da ricordare giusto come elemento d’inventario.

2010: Chiudiamo con Il Licantropo. Prose inedite pubblicate dall’editore pistoiese Via del vento, tiratura numerata di 2000 copie. Sfondo Ocra giallo (nome della collana) con “Il solitario”, matita su carta di Anonimo.

Ancora si ringraziano per la gentilezza e l’insostituibile aiuto iconografico gli Anobiiani Serenus, Arwen, Simona e Attilio Coco.

A D’Arrigo un saluto.

Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca, Mondadori 1975

6 febbraio 2011 § 22 commenti

Il 6 febbraio del 1975, dopo oltre 15 anni di fatiche, l’Orca iniziava finalmente il suo lungo viaggio.

Fu un lancio di proporzioni straordinarie (e assolutamente folle per un’opera prima):  leggenda narra di una prima tiratura da 50mila copie, affissioni, recensioni su tutti i maggiori quotidiani, i periodici e le riviste accademiche.

Ma tanto clamore si risolse in un rapido naufragio: metà della critica gridò al capolavoro, l’altra metà al disastro; 80.000 copie vendute in un batter d’occhio pochissime delle quali vennero lette, poi il silenzio. L’accademia decise di prendersi del tempo e di lasciar passare la foga pubblicistica dei dibattiti. Troppo tempo.

Fatta eccezione per l’amore e l’attenzione costante di pochi studiosi, pochissimi si cimentarono negli anni nella lettura e nello studio dell’opera e oggi ai pochi, folli, innamorati lettori di D’Arrigo non resta neanche il conforto d’una ristampa. Siamo parte dei folli e degli innamorati anche noi, e oggi vogliamo ricordare le copertine di questo capolavoro.

1975: Prima edizione Mondadori, 1256 pagine, copertina rigida blu mare rivestita da una sovracoperta dalla carta deliziosamente fragile; affascinante nella sua semplicità: cornice blu che corre lungo tutto il bordo; sfondo, dorso e quarta di copertina bianco panna (col tempo bianco sporco, ma fa lo stesso la sua figura); titolo e autore, dal lettering essenziale ed elegante, bastano a presentare il testo.

 

1975: Una vera chicca. A testimoniare il successo clamoroso dell’apparizione dell’Orca: Renzo Cortina, Horca Myseria, Milano, Editrice Cavour. Inutile spendere parole sulla sfacciata quanto spiritosa trovata del libraio Cortina: impossibile non sorridere; eppure siamo certi che D’Arrigo non dovette prenderla bene…

Affascinanti legami di parentela. A sinistra Melville, Moby Dick, Arion Press 1979; progetto grafico di Andrew Hoyem, illustrazione di Barry Moser. A destra Horcynus Orca nell’edizione Oscar Mondadori 1982; 1096 pagine, due volumi. Font identici, stessa alternanza di tondo e corsivo, stesso concept, illustrazione nella medesima posizione.

Uniche differenze: nell’edizione Mondadori il nome dell’autore appare in corsivo e in rilievo sopra l’illustrazione. Bellissimo il font -il ductus della “A” maiuscola è quasi emozionante-. Identiche, eppure l’edizione Mondadori (la cui filiazione dal progetto di Hoyem è più che evidente) appare più equilibrata ed armonica nella dimensione progressiva dei caratteri e nell’uso del tondo.

1994: Seconda apparizione dell’Orca negli oscar Mondadori, ancora 1096 pagine, due volumi, stessa illustrazione per quanto inspiegabilmente impoverita del chiaroscuro; compare la cornicetta rossa dei Classici.

2003: L’Orca approda alla Rizzoli in elegantissima quanto solida edizione, in occasione della ripubblicazione dell’opera completa da parte dell’editore (progetto grafico di Enzo Aimini). Riappare la sovracoperta, volume nuovamente unico (sempre 1096 pagine però), titolazione racchiusa in riquadro bianco da una doppia cornice sullo sfondo color cartone della pagina; in copertina un’elaborazione grafica da Mirò.

Nel prossimo post: I fatti della Fera, Cima delle Nobildonne, Codice Siciliano e Il licantropo.

N.B. Manca all’appello un’edizione mondolibri 2003 (forse 2001) di cui, purtroppo, non siamo riusciti a procurarci alcun’immagine. Si ringraziano per la gentilezza e l’insostituibile aiuto iconografico gli Anobiiani Serenus, Arwen, Simona e Attilio Coco.

Blog on Books: il meglio del 2010

29 dicembre 2010 § 7 commenti

Libri, libri, libri. Eccovi una breve lista delle voci del web che in questo 2010 abbiamo consultato con più interesse ma di cui -per ragione di spazio od opportunità- non abbiamo mai avuto occasione di parlare:

Cominciamo parlando di editoria:

…you’ll love publishing: divertente, vario e interessante, sicuramente fra i nostri preferiti;

fogli sparsi: tumblr di recente scoperta, molto elegante, racconta -spesso citando con classe- di “roba da editor”;

federico novaro libri: blogger di razza attento tanto al contenuto quanto agli aspetti grafici dela produzione editoriale, imperdibile;

legge sul prezzo dei libri: i famigerati mulini a vento lottanto contro Don Chisciotte;

la vera editoria: editor un po’ arrabbiato ma sempre interessante quanto a retroscena.

 

Per l’ambito grafico si consigliano:

I love tipography: tutto su caratteri, tipografia e affini;

book covers anonymus: copertine e grafica editoriale molto britannica (e un po’ ameriKana);

the casual optimist: idem con patate;

books by its cover: ri-idem con patate;

>notes: qui ci spostiamo verso il design;

this isn’t happyness: un po’ deprimente, ma una vera chicca.

 

Su libri letteratura e affini segnaliamo:

cose da libri: blog abbastanza vario ma sempre interessante;

revolutionine: imperdibile per gli amanti di David Foster Wallace e delle ibridazioni fra matematica e letteratura;

l’apprendista libraio: le esilaranti avventure di un libraio alle prime armi;

dei libri passati presenti e futuri: ma più che altro futuri, le opinioni e le sintesi dell’ottimo Mediadigger;

il corriere della letteratura: recensioni, pensieri e opinioni sul mondo del libro;

la fumettista curiosa: fumetti, graphic novel, illustrazione e simili;

l’eugenio: elzeviri letterari;

mondobalordo: le ottime recensioni di _Abo;

libri su libri: di libri, storie, web ed editoria.

 

Sperando di non aver dimenticato nessuno… auguriamo a tutti un felice anno nuovo!

 

 

 

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag scrittori su Who's the reader?.