Hans Keilson, La morte dell’avversario, Mondadori

5 maggio 2011 § Lascia un commento

Niente di più banale di una rosa nera: l’abbiamo vista cento volte sulle copertine dei più schifosi best seller a tema succhiasangue (quelli per intenderci di questo tipo), o di certi thrilleroni rinascimentali. Ma la scelta di rappresentarne solo la sagoma e di abbandonare il nero sul bianco sporco dello sfondo, si rivela vincente tanto sul piano estetico quanto su quello dell’originalità: innocenza compromessa e fascino marcescente privi di retorica. Chi vuole legga anche un riferimento in contraltare a La rosa Bianca.

L’opera è di Jannis Kounellis, Senza titolo (rosa nera), 1966, custodita al Museo del ‘900 di Milano, riprodotta da Luca Carrà per Electa. Curiosità: la stessa opera compare in piccolo, orientata in modo speculare, sulla quarta di copertina.

Copertina della serie “quando ci si mettono….“: Mondadori riesce finalmente a prendere una copertina popolare e a renderla bella.

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La gestualità dei siciliani, Fabio Olivieri, edizioni Krea

21 aprile 2011 § Lascia un commento

La produzione legata al folklore locale è in genere capace di produrre (in maniera del tutto deliberata) alcuni dei testi più brutti in circolazione, libri in cui lo stereotipo viene innalzato a progetto grafico ed editoriale. Ed è così che ci ritroviamo sugli scaffali decine e decine di libri dai titoli ammiccanti e spiritosi, banali e grassottelli, licenziati da letteravendoli e pennaioli -spesso sotto falso nome e non di rado facenti parte del giornalismo o dell’accademia- desiderosi di mettersi in tasca qualche spicciolo extra. Prosecutori insomma della gloriosa tradizione della pubblicistica popolare di consumo dedicata all’evasione spicciola ed economica.

Eppure, di tanto in tanto, capita che la suddetta programmatica semplicità editoriale lasci spazio a prodotti complessi e raffinati. E’ il caso della Gestualità dei Siciliani delle edizioni Krea. Si tratta di un piccolo volumetto elegante ed economico (appena 10 euro!), in brossura con cartoncino rigato di buona qualità e pagine bianco panna, non patinate.

La copertina è divisa in due sezioni dall’alternanza dei colori di sfondo: da una parte l’ocra aranciato, dall’altro il bianco panna; colori che ritroveremo sullo specchio delle pagine interne nella misura di una fascia centrale (spezzata da illustrazione e testi) su sfondo bianco. Tornando al prospetto, titolo e autore vengono ospitati da in un riquadro a metà pagina decentrato rispetto al baricentro della copertina; ma l’equilibrio viene ristabilito dalla presenza delle illustrazioni che, oltre ad animare la pagina, legano i due riquadri e concentrano l’attenzione del lettore sulla resa complessiva.

Le illustrazioni di Jasmin Carnabuci, i testi introduttivi, e le didascalie in sei lingue completano l’opera. All’editore Krea tanto di cappello, anzi… di coppola!

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Il Domenicale del Sole 24 Ore. Febbre da capolavoro

12 aprile 2011 § Lascia un commento

Sempre bello e sempre più pop l’ inserto domenicale del Sole 24 ore. Ma con un concept che sfugge l’ironia fine a se stessa. Ci si chiede:  la penna in questione sarà quella dei critici il cui metro misura solo dal “good” allo “wow”? o quella degli scrittori bruciati dalle pressioni per produrre best sellers di qualità?

La verità (ma guarda un po’) sta nel mezzo: grandi scrittori (tranne che in alcune fortunate stagioni) ce ne sono sempre stati pochi in giro. E’ nell’ordine delle cose che si pubblichino libri belli e libri brutti, ma soprattutto che di capolavori non se ne incontri ad ogni giro d’angolo; eppure il mercato continua a vomitare titoli su titoli spacciandoli per tali, ad un ritmo di oltre un centinaio di nuove uscite ogni giorno, indispensabili per alimentare impianti assetati di carta e inarrestabili.

Ma gli spazi sono pochi, i critici militanti sempre meno e sempre più spesso confinati in prestigiosi box laterali, poco più che riserve indiane. Non è più tempo per militanti e ideologie, adesso vanno di moda gli attivisti e i volontari, personale d’ingaggio critico al margine dell’organico, fanteria da sbarco rapida e letale che piomba sulla pagina, divora, e mitraglia le sue 1500 battute; è vero tengono la posizione, ma senza artiglieria e genio, senza aviazione e marina si fa poca strada.

Veniamo infine alla cover: da notare l’equilibrio dei colori (arancione di sfondo e rosa salmone della pagina bilanciato dal marrone in alto a sinistra) e la geometria delle forme (triangolo retto a destra bilanciato dai titoli nei due riquadri a sinistra) . Design di Adriano Attus, Luca Pitoni, Laura Cattaneo.

Il paziente sarà pure febbricitante, ma è ancora ben lungi dal guarire o dal crepare. Non ci resta perciò che attrezzarci di borsa del ghiaccio e sorriderne un po’, magari in chiave pop.

Al tempo dei libri falsi e bugiardi

27 febbraio 2011 § 8 commenti

Realizzare un progetto grafico capace di accompagnare a un concept originale, un’estetica gradevole e un’intima aderenza al contenuto non è affatto facile. Cosa fare dunque se l’ispirazione latita? Beh… si può sempre citare, omaggiare, ammiccare, lasciarsi ispirare, o imitare il lavoro di qualcun altro a vari livelli di spudoratezza. Va da sé che posta la naturale limitatezza dei temi, delle forme geometriche, e delle loro possibilità combinatorie, talvolta ciò che appare imitazione imitazione non è. Ad ogni modo vediamone qualche caso.

Falso Storico

 

 

 

 

 

 

 

A sinistra Melville, Moby Dick, Arion Press 1979; progetto grafico di Andrew Hoyem, illustrazione di Barry Moser. A destra Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca nell’edizione Oscar Mondadori 1982

Falso D’Autore

E’ un Penguin o non è un Penguin? Ebbene non lo è: L’art director Pete Rozycki ha pensato bene di addobbare la storia delle bufale letterarie di Melissa Katsoulis da Penguin, proprio in onore delle suddette bufale archittettandone una coi fiocchi. Scrive Stefano Salis nella sua cover story del 23 gennaio: “la copertina è un perfetto falso Penguin.Con scherzi dichiarati:«Cuckoo Books» e «Complete Fakery». Nella quarta di copertina la chicca:«Cover design: Pete Rozycki, apologies (tante scuse) to Sir Allen Lane», mitico fondatore dei pinguini. Applausi,appunto”.

Falsetto

Altro falso segnalato da Salis sempre nella cover story del 23 gennaio: Chiarelettere? No, Fazi!

Strane somiglianze

Foto di Sandy Skoglund, le due copertine sono due metà della stessa foto originale, dal titolo “Revenge of the Goldfish”, del 1981. Segnalato da La collana della regina.

Londra o Praga?

 

 

 

 

 

 

 

Di bomba in bomba

 

 

 

 

 

 

 

 

Identità pittorica (grazie a Sonia Boselli)

Wu Ming, Anatra all’arancia meccanica, Einaudi editore

22 febbraio 2011 § Lascia un commento

Arriva oggi il libreria Anatra all’arancia meccanica, raccolta di racconti del collettivo Wu Ming prodotti dal 2000 a oggi: “Cura Ludovico” per l’Italia (1861-2011) e per tutti i suoi lettori. Dal testo introduttivo di Tommaso De Lorenzis:

“Con la Nona del ‘Ludovico Van’ in sottofondo, il libro va gustato freddo come la peggiore vendetta, così da esaltare i sapori di una comicità grassa, a tratti greve, sovente manesca e facinorosa. C’è molto da ridere al principio di queste storie. E tuttavia, mentre ci si avventura verso il fondo del Doppio Zero, emerge l’acido retrogusto della tragedia. Si consiglia di accompagnare il tutto con una buona bottiglia di ‘Latte Più’. Annata 1962. Cantine Burgess, ovviamente”.

Da parte nostra il progetto grafico di Riccardo Falcinelli ci piace molto. In copertina schema dell’Anatra Meccanica di Jaques de Vaucanson, 1738, elaborazione grafica del Chialab di Bologna. La sovrapposizione delle sei fasce colorate vivacizza in chiave fumettistica, regala ironia, e assolve al duplice scopo di richiamare alla mente la pluralità dell’autore e certi manifesti di regime.

Bellissimo il concept del titolo: ironico e violento al tempo stesso. E che alla fine suoni stonato è solo un peccato veniale sul quale si transige volentieri.

Il Domenicale del Sole 24 Ore. Seconda seduta

13 febbraio 2011 § 4 commenti

Come avevamo annunciato nel post precedente Who’s the reader va in terapia: libere associazioni grafiche a puntate. Dopo esserci fatti raccontare da Alice Beniero la copertina del Supplente, parliamo oggi della cover dell’ultimo inserto domenicale del Sole 24 ore. Design di Adriano Attus e Luca Pitoni.

Ci diceva Alice: “Il Novecento è suddiviso in 3 periodi caratterizzati da elementi grafici differenti (primo periodo, fine ‘800 fino al 1930: riproduzione di un’incisione o illustrazione al tratto; secondo periodo, neorealismo 1940-50: foto in bianco e nero su fondo colorato; terzo periodo, avanguardie pop 1960-70: illustrazione concettuale a colori pieni”

Eccoci dunque in pieno spirito pop-art: dal tubetto di dentrifico Translate (calco di una ben nota marca di detergenti orali dalla comune desinenza in “-ate”) fuoriesce una pasta multicolore a simboleggiare l’unione di tutte le culture del mondo; d’altronde quale migliore simbolo di un prodotto per l’igiene orale avrebbe potuto rappresentare l’incontro fra lingue diverse?

Tutti gli elementi della pagina, nella loro semplicità, concorrono all’equilibrio complessivo premiando la simmetria. Ancora una volta un concept originale e leggero. Dall’inizio dell’anno 7 numeri da incorniciare!

PS A mercoledì per la prossima seduta! 🙂

I gialli. Un progetto speciale degli Oscar Mondadori

3 gennaio 2011 § 3 commenti

Dopo il post di qualche tempo fa, torniamo a parlare di un altro progetto speciale degli Oscar Mondadori questa volta dedicato ai gialli.

In occasione degli 80 anni della collana, probabilmente la più duratura di tutta la letteratura italiana (1929-2009), alla Mondadori hanno pensato bene di ripubblicare in una nuova veste grafica alcuni dei titoli che hanno fatto la storia del genere.

Lo sfondo riprende fedelmente il colore originale della collana (nell’immagine in effetti sembra ocra, e se per questo ci piace anche di più, ma purtroppo non è così; d’altronde i puristi se ne avrebbero senz’altro avuto a male).

Rivoluzionata invece l’impostazione grafica: niente più medaglioni illustrati (quasi sempre cerchi, più raramente esagoni, pentagoni, riquadri…) a concentrare l’attenzione, prima che su titolo e autore, sulla scena del delitto; l’illustrazione travalica i confini della pagina (priva delle tradizionali cornicette) ed evade dal paratesto facendosi storia e immaginario comune. D’altronde i testi sono arcinoti e viene meno l’esigenza di illustrare la vicenda; si lavora piuttosto sugli elementi ormai mitici dei racconti come l’aereo, il gatto, il mastino, isolati sulla pagina e riletti in chiave emblematica, quasi come una sineddoche.

Ottimo il lavoro fatto sul lettering. Se da una parte richiama alla memoria certo poliziesco cinematografico degli anni ’70, dall’altra si integra perfettamente con la grafica di copertina interagendo efficacemente con le illustrazioni. Emblematico il caso del Gatto dalle molte code dove la sinuosità del gatto viene ripresa dalla titolazione, oppure del Falco maltese dove il ductus richiama le curve della femme fatale in copertina. Nostalgia hard boiled: otto.

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