La copertina nella Stanza di Alice Beniero

28 gennaio 2014 § 2 commenti

LA STANZA_SOVRACOPERTA

Sapete come funziona con gli elefanti nella stanza, no? Se qualcuno vi dice di non pensare a un elefante in una stanza voi per prima cosa penserete a un elefante in una stanza. E’ così che funziona il nostro cervello, siamo stupidi.

Penso che per un grafico sia lo stesso: a furia di pensare “ora mi viene una buona idea” è possibile che non gliene vengano in mente che di pessime. E allora che si fa? Invece di lavorare sull’elefante si lavora sulla stanza.

Alice Beniero, art director di Isbn, doveva disegnare la copertina per un libro intitolato, appunto, La stanza. Beh, ne ha fatto il suo elefante e l’ha messo in copertina. Capolavoro.

Pascal Garnier, Come va il tuo dolore?, Isbn edizioni

31 agosto 2011 § 9 commenti

La linea grafica di Isbn è un caso più unico che raro in Italia: dall’assoluta uniformità degli esordi (titolo e codice isbn in evidenza sul fondo bianco) si è passati all’esplosione nelle direzioni più diverse degli ultimi anni.

La copertina del libro di Garnier, ad esempio, nè è un caso estremo: texture e ceneri vintage sparate nello spazio, fuori dalla via lattea degli esordi, in direzione britannica retro-pop dopo il big bang grafico suddetto. Il bello è che l’identità resta quella: fra post-questo e retro-quello, in bilico fra le sponde dell’atlantico, spettinata e un po’ alcolica.

Ci piace questa copertina, ci piace moltissimo per quanto sia del tutto sconquiferata rispetto alla storia della casa editrice, non dica nulla della trama (che sembra comunque avere poco a che fare con le tapezzerie), e la titolazione sia di difficile lettura. Ci piace con tutti i suoi difetti.

Siegel Lee, Homo Interneticus, Piano B

3 agosto 2011 § Lascia un commento

Passeggiavamo in libreria e la copertina del libro di Lee (edito da Piano B edizioni)ci è subito piaciuta moltissimo. Andiamo a leggere in bandella e chi ti ritrovo? ancora Ifix Project (qui nella fattispecie illustrazione di Maurizio Ceccato).

E va be’, son bravi, che ci possiamo fare; meno male che ci sono loro.

In copertina un’impronta digitale, in alto a destra ci viene data la possibilità di fare la nostra scelta: se “vogliamo restare umani nell’era dell’ossessione digitale” è sufficiente spuntare la casella che preferiamo. Dal momento che per farlo serve una penna, Ceccato fa il furbo e vota per l’analogico. Ma non ditelo all’editore! A sinistra invece la carta d’identità del nuovo individuo: sesso, razza, altezza, peso, colore dei capelli e degli occhi, numero di porte usb (sic).

La mise en page ricorda certa manualistica d’informatica da edicola o i manuali per “dummies”: titoli grandi (più del nome dell’autore), bollino a stella, un uso esteso dell’immagine. L’uso del prospetto a mo’ di quarta lo abbiamo già visto invece nella collana special book di Isbn, ma non con la soluzione del testo disposto in colonne che spinge ulteriormente verso il carattere giornalistico.

Un bel progetto che ci fa scoprire una nuova casa editrice di cui adesso siamo molto curiosi…

Il supplente, Angelo Fiore, Isbn edizioni. Prima seduta

12 febbraio 2011 § 4 commenti

Oggi un post leggermente diverso dal solito. Parliamo di Angelo Fiore, Il supplente, Isbn edizioni, ma abbiamo pensato di farci raccontare la genesi del progetto di copertina da Alice Beniero, disegnatrice e grafica della casa editrice:

“Dal punto di vista grafico la particolarità di questa collana (Novecento Italiano) è il tempo: il momento storico e culturale della prima edizione del libro che Isbn ripropone, è l’elemento chiave del progetto grafico di copertina. Il Novecento è suddiviso in 3 periodi caratterizzati da elementi grafici differenti (primo periodo, fine ‘800 fino al 1930: riproduzione di un’incisione o illustrazione al tratto; secondo periodo, neorealismo 1940-50: foto in bianco e nero su fondo colorato; terzo periodo, avanguardie pop 1960-70: illustrazione concettuale a colori pieni).

Il progetto grafico della collana è nato prima del mio arrivo a Isbn e ti confesso che ho iniziato a lavorarci personalmente con «Lo sa il tonno» e «Il supplente», per i quali ho realizzato le illustrazioni e applicato il progetto grafico. Nell’illustrazione de Il Supplente volevo mettere in luce i sentimenti del protagonista, il suo senso di claustrofobia nei confronti del luogo in cui si trova, il sospetto di cui si sente vittima ma in qualche modo è anche artefice; li ho usati come texture perché rappresentano il suo ambiente interiore, alimentano la sua insoddisfazione.

Ho immaginato Attilio Forra come un uomo coperto dalla sua ombra, con lo sguardo all’indietro per «guardarsi le spalle», ma della stessa forma sospettosa delle persone per le quali nutre disagio. Ho cercato di semplificare l’immagine il più possibile, di usare pochi elementi grafici e di utilizzare pochissimo colore (di fatto l’illustrazione è in bianco e nero più un colore)”.

Ringraziando Alice per la sua disponibilità, inauguriamo con questo post il primo flusso di coscienza a misura di blog. Who’s the reader? va in terapia, libere associazioni grafiche in tre puntate: partendo da una copertina ne assoceremo liberamente delle altre in tre episodi, partendo da elementi grafici comuni, storie editoriali, o grandi firme. Alla prossima!

Shane Jones, Io sono Febbraio, Isbn edizioni

1 febbraio 2011 § 1 Commento

Torna l’inverno, tempo di camini come di cofanetti. Non fa eccezione Io sono Febbraio di Shane Jones, Isbn edizioni.

In copertina: autore in neretto, titolo argentato-natalizio, un’illustrazione di Ken Garduno; a fianco, come in tutta la collana Special book, la trama, mentre in quarta campeggia un estratto del libro. Le maschere colorate e il giallo del pallone aerostatico spezzano piacevolmente l’uniformità di grigio e argento, meno forte nella cromatica del cofanetto (in prima solo l’illustrazione, in quarta la mongolfiera a tutta pagina ospita nuovamente la trama).

Cofanetto -a proposito- non particolarmente utile: poco più che carta, poco meno che cartoncino, risulta davvero troppo fragile; poco aggiunge inoltre all’estetica complessiva del progetto grafico. Non se ne sentiva il bisogno ma, come dicevamo, è inverno, tempo di camini come di cofanetti (e tengono caldi uguale).

Nel complesso un progetto grafico molto gradevole, spontaneo, studiato ma non troppo; niente intellettualismi o astrazioni, solo una bella favola da raccontare, magari davanti al camino.

P.S. I book-trailer non ci piacciono, ma questo merita davvero.

Dennis Diclaudio, Siete paranoici o ipocondriaci?

31 ottobre 2010 § 2 commenti

 

 

 

 

 

 

 

Piccolo salto indietro nel tempo: ecco due belle edizioni Isbn pubblicate nel luglio 2007, ad appena un paio di giorni di distanza l’una dall’altra.

Io sono paranoico e io sono ipocondriaco, seppur inseriti nella collana di varia dell’editore (varia per temi, formati, grafica e lettering), riprendono l’impostazione generale della collana di narrativa con alcune importanti variazioni. Per riprendere l’idea di una seduta psicanalitica, i caratteri usati per la titolazione sono tutti minuscoli a ricordare l’oralità di una confessione catturata dall’orecchio dello specialista; caratteri a cui viene associato un colore (blu-paranoia, rosso-ipocondria) ripreso nell’illustrazione a bordo pagina allo scopo di legare la patologia espressa al luogo dove si manifesta, ma soprattutto a individualizzarla rispetto alla voce narrante.

Le immagini sono  inoltre parzialmente celate al lettore proprio come le patologie alla mente del paziente, e la loro posizione eccentrica rispetto al baricentro della pagina (e del titolo-confessione) mostra graficamente lo squilibrio della voce narrante. Soluzioni economiche ed eleganti, otto.

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag isbn su Who's the reader?.