Sogno del tipografo stanco la notte di Natale, Topipittori

21 novembre 2011 § 2 commenti

Ci sono libri che scelgono la leggerezza. Non è necessario andare a scomodare Calvino e l’America e la luna, ma è di quello che parliamo: storie leggere come una tela di ragno, raccontate sulle righe di un pentagramma, in punta di pennello. Come quella raccontata da Giovanna Zoboli (testi) e Marina Del Cinque (immagini) per Topipittori.

Il viaggio di una stella è il sogno di un tipografo nella notte di Natale, stanco per il lavoro di molte settimane, affamato e desideroso del calore del caminetto e della propria famiglia; fra poco uscirà nella neve chiudendo bene la porta della bottega, e andrà verso casa lasciando dietro di sè le impronte degli stivali. Ma prima poggerà la testa sulla cassa che contiene i tipi appena sporchi d’inchiostro, e si addormenterà dicendosi “solo un minuto”... Ecco il suo sogno:

NB cliccando col destro sulle singole immagini potete vederle più grandi

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A.Riccioni, A.Baladan, Cielo Bambino, Topipittori

15 settembre 2011 § Lascia un commento

 

Sono tutti belli gli albi dei Topipittori (che hanno anche un bellissimo blog). Di questo ci è piaciuto tratto, colore, soggetto e titolo. Ci ricorda l’oriente degli occidentali e Phileas Fogg, Rodari e un che di Münchausen… Di solito non ci piace copiare e incollare le quarte di copertina ma questa, nella sua semplicità, è davvero molto bella:

Dall’alba al tramonto, dal sorgere al calare della luna, ecco sulla scena infinita del cielo rincorrersi nuvole, astri, pianeti, piogge, uragani; ecco tornare il sereno, sfilacciarsi le nubi, nevicare; ecco alternarsi i colori, scintillare la luce, oscurarsi il sole. Una raccolta di poesie sulla bellezza dei cicli astronomici e delle stagioni, sul mistero di ciò che abita sopra le nostre teste e rischia di passare inosservato se si è poco abituati all’esercizio dell’attenzione quotidiana al creato, così poco praticato dagli adulti, così familiare ai bambini.

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Laura Pugno, Antartide, Minimum Fax

7 settembre 2011 § 3 commenti

Dopo un periodo trascorso tra i ghiacci polari al seguito di una spedizione scientifica, Matteo torna in Italia. Alle spalle, un incidente sott’acqua, che i colleghi sospettano essere stato un tentativo di suicidio. A Roma lo attende una vita lasciata in sospeso

Non il solito Alessandro Gottardo. Questa volta a firmare per Minimum Fax la copertina di Antartide è il giovanissimo Agostino Iacurci, classe 1986. E che classe. La linea grafica della casa editrice non si sposta di un millimetro: restano l’ellissi, il non detto, la pulizia, il sospeso.

Ma siamo lontani dalle ombre lunghe e dalle prospettive sghembe di Gottardo, qui lo straniamento si gioca tutto su equilibrio (quello terribilmente precario del cucchiaino, della zolletta di zucchero-pack, del pinguino)  e prospettiva (l’occhio del lettore è costretto sul particolare al grado zero dell’osservazione). Una soluzione leggera, con le nuvole ai piedi, di una violenza mercuriale opposta a quella ctonia di Gottardo. Il pinguino morirà in una tazza da tè o di caffè.

 

 

Giacomo Bendotti, Giovanni Falcone, BeccoGiallo

22 agosto 2011 § Lascia un commento

Interpretazione Obama-pop per la copertina BeccoGiallo. Solo che Falcone guarda in basso a destra, Obama (prevalentemente) in alto a sinistra. I condottieri guardano l’orizzonte, i soldati dove mettono i piedi.

Lucilla Noviello, L’amore in nero, Zines

22 luglio 2011 § 5 commenti

Spesso l’equilibrio si dà nella stasi inquieta. E’ questo il caso dell’illustrazione di copertina di Amore in nero di Lucilla Noviello: i due personaggi si guardano attraverso un vetro, l’uomo dietro l’inutile protezione dello sportello.

Tacciono e tutto è fermo, eppure sentiamo ancora nell’aria l’odore dei gas di scarico dell’auto e la prospettiva innaturale disturba. Non c’è pace per gli amanti senza passaporto, ciascuno clandestino a sè stesso, entrambi pronti ad imbarcarsi con poca speranza nel viaggio di una notte.

Bella e ricca di sottotesti la disposizione della titolazione a seguire le linee sghembe della prospettiva: rosa, nero e petrolio; il nome dell’autrice a segnare un parcheggio lasciato libero quasi come fosse fuggita lasciando i propri personaggi in balia di sè stessi. Un progetto silenzioso e originale.

Due copertine dell’editore Aìsara

23 giugno 2011 § Lascia un commento

 

 

 

 

 

 

 

La casa editrice Aìsara nasce a Cagliari nel 2006 con uno staff tutto al femminile; a Torino ci siamo avvicinati al loro stand per curiosità-orrorrifica temendo che il calciatore Chivu si fosse dato alla scrittura; e invece no, per fortuna di omonimi è pieno il mondo. Semplicemente bella e appropriata la copertina di Jane Laurie (per Ikon images/corbis)

Non siamo invece riusciti a scoprire l’autore della bella illustrazione di Zagreb, romanzo di Artuto Robertazzi (@artnite). Sullo sfondo il rosso si stende violento come organi interni o cielo, in primo piano la silhouette di un bambino soldato. Si parla di guerra e di innocenza perduta.

Caratterimobili, piccoli con classe. Centesimo post per Who’s the reader?

9 giugno 2011 § 9 commenti

Centesimo post di Who’s the reader! ed ecco che per l’occasione ci dotiamo di un bel punto esclamativo. Abbiamo imparato molto, incontrato tanti amici, scritto, letto e pubblicato. Senza pretese, solo passione, ai nostri dieci lettori grazie.

Di una cosa siamo ormai convinti: i libri si possono davvero giudicare dalla copertina. Essere editori significa infatti avere un progetto e affidare un’idea a degli oggetti. Non si tratta di mettere delle pere in una cassetta di legno, ma di ritagliare spazi di realtà deperibile, in serie, su cui cucire -a filo testo- del significato di valore. Ecco perchè un editore che rispetta il proprio lettore e crede in quello che fa non può pubblicare libri brutti.

Naturalmente appena finito il paragrafo ci sono venute in mente almeno dieci eccezioni. Ma lasciamo correre, oggi vogliamo parlare di editori che fanno libri belli e che ci credono: i ragazzi di Caratteri Mobili (qui in una cartolina palermitana di Federico Novaro).

Due collane molto interessanti e la voglia di dire qualcosa di nuovo:

Formiche elettriche dedicata a culture pop, stili urbani, generi musicali, esperienze collettive e pratiche legate ai nuovi media -grafica di Maria Rosaria Digregorio, illustrazioni di Chiara Dellerba.

Sul prospetto domina il bianco, autore in corsivo, titolo bianco su riquadro nero in tondo, ancora corsivo per prefazione e introduzione. A centro pagina torna protagonista il titolo che si estende tipograficamente sui due piatti e sulla prima bandella. Il nome della casa editrice/nome della collana in basso (ma non troppo) a sinistra. Bello anche il paratesto interno: testo a bandiera, carte bianche e nere, paragrafi dal corpo differente, capoversi disinvolti (tutto nello slideshow in basso).

Molecole “aggregazioni narrative poliatomiche” -grafica di Michele Colonna, illustrazioni di Giuseppe Inciampo.

Pastello e illustrazioni scontornate. Sparisce il “/nome della collana” (peccato, ci piaceva), restano il nome dell’autore in corsivo e il titolo in tondo, ampi sottotitoli ancora in corsivo.

Bonus: i loro cataloghi sono fatti di cartoline, sul retro i testi di quarta e bandelle.

Hanno stile da vendere e tanto futuro davanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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