Non avere paura dei libri

18 febbraio 2013 § 1 Commento

HACCA_mascheroni_OKMC

Questo libro parla di ricordi e di paura. E di come i libri possano fare paura, come i ricordi. E parla di quello che succede quando la memoria si smarrisce e vorremmo solo dimenticare. Ma la memoria non sa fuggire, non riesce a nascondersi e non sa lavare via il dolore perché ha la pelle coriacea degli elefanti.

E allora tocca venire a patti. Si può scoprire, per esempio, che la memoria sa essere agile e leggera. Che quello che ci spaventa a volte è solo un topolino. Che grazie ai libri e alle storie possiamo riscrivere i nostri ricordi e rileggerli ogni volta che vogliamo.

Si può scoprire, insomma, che avere paura ci serve a non avere più paura.

Annunci

La copertina di Edoardo Persico, La città degli uomini d’oggi, Hacca

26 novembre 2012 § 3 commenti

Questo libro parla di città di terra e città del cielo, è un testo visionario e incendiario che racconta la storia di un’utopia (per chi volesse approfondire lo abbiamo recensito qua). Con un assoluto colpo di genio Maurizio Ceccato lo interpreta con una foglia: sospesa tra cielo e terra a vivere di luce (come la città radiosa) e umidità (come la città ctonia), venature che sembrano i vicoli di una minuscola metropoli, fragile e fertile come un’utopia. E in più era in una busta bellissima.

Giuseppe Bonura, Racconti del giorno e della notte, Hacca

28 marzo 2012 § 1 Commento

 

“Dopo cena, nelle sere in cui la pioggia e il freddo sconsigliano di uscire, collocherei il registratore sul tavolo del soggiorno, premerei con delicatezza il tasto di avvio, mi calerei comodamente nella mia poltrona e, dando uno sguardo d’intesa ai miei famigliari, mi appresterei a godere con loro le parole della perfetta felicità. Cerco di memorizzarne qualcuna. Non sono amore, tenerezza, estasi, voluttà, soavità, dolcezza, calore, libertà, coraggio e altri consimili termini. Non sono neppure forza, vigore, salute, agilità, dinamismo, lievità, scioltezza. E meno che meno spiritualità, saggezza, cordialità, gene­rosità, intelligenza, coscienza, conoscenza” (tratto da L’isola della felicità)

Da oggi arrivano in libreria i Racconti del giorno e della notte, raccolta inedita di Giuseppe Bonura (pp. 280, euro 14), a cura del sottoscritto, con un’introduzione di Alessandro Zaccuri. Progetto grafico -naturalmente- Ifix project.

Questi racconti visionari rappresentano uno scarto dalla normalità: nel grigiore rettilineo si giunge sempre a un certo punto alla fenditura che obbliga a cambiare strada, uno scarto doloroso con cui non vince mai nessuno. Non c’è neppure un dettaglio, in queste storie, specie paesaggistico: scenari di formica, moquette, carta da parati e arredamenti economici e dozzinali, oggetti di scena che lo scrittore giostra con parsimoniosa esattezza. A tutti buona lettura!

 

 

Libero Bigiaretti, Scritti e discorsi di cultura industriale, Hacca edizioni

29 gennaio 2011 § 2 commenti

Tre sono gli elementi necessari per realizzare una bella cover: un concept originale, un’estetica gradevole, e un’intima aderenza al contenuto. La copertina di Scritti e discorsi di cultura industriale di Libero Bigiaretti, disegnata da Ifix project per le edizioni Hacca, li possiede tutti e tre.

Leggiamo dalla postfazione di Giuseppe Lupo: “Gli Scritti e discorsi di cultura industriale compongono un quadro compatto di questioni inerenti soprattutto al linguaggio delle immagini: sia quello pubblicitario, sia quello della comunicazione aziendale, sia infine quello dell’urbanistica. Il loro scopo principale – si potrebbe dire – è di concentrarsi sulle epifanie del mondo industriale, sul volto che la fabbrica offre di sé all’esterno. Pare addirittura che gli elementi su cui Bigiaretti torna di frequente (l’industrial design, l’organizzazione del lavoro pubblicitario, il problema del tempo libero) siano tutti legati all’esperienza olivettiana: la vera, importante stagione del capitalismo illuminato”.

L’elaborazione grafica di materiale tratto da libretti d’istruzioni risponde perfettamente all’argomento del testo mettendo al centro, oltre all’elemento tecnico, proprio quel “linguaggio delle immagini” di cui si parla nella postfazione, e la componente artigianale che sempre contraddistingue il lavoro del grafico.

Vero tocco di genio invece la sovrapposizione di giallo, ciano e magenta a centro pagina: una scelta che nella sua semplicità nasconde una densità simbolica notevolissima. L’elaborazione grafica su sfondo bianco non trova infatti il suo confine nel bordo pagina, ma nella prospettiva verticale che la triangolazione inaugura: il principio costruttivo della triade bidimensionale viene cioè proiettato dalla sovrapposizione dei piani verso l’invisibile perpendicolare che li attraversa, aprendo ad una visione piramidale degli elementi. Il prospetto ne guadagna in equilibrio e unità e, alla forza dei toni primari, si somma quella della prospettiva attraendo irresistibilmente l’osservatore.

La triade dei colori primari costituisce inoltre lo strumento fondamentale del lavoro del grafico, contribuendo così a rafforzare quell’immagine di tecnica e artigianato che già l’elaborazione grafica sottostante aveva suggerito. Da manuale, a gennaio si candida come una delle migliori copertine del 2011.

Attorno a questo mio corpo, Hacca edizioni

13 dicembre 2010 § 3 commenti

Più libri più liberi. Continuiamo il nostro resoconto romano con Attorno a questo mio corpo a cura di Laura Pacelli, Maria Francesca Papi e Fabio Pierangeli, per i tipi di Hacca edizioni.

Bella l’idea del volume: raccontare i grandi della letteratura italiana attraverso le nevrosi, le paure e i tic legati alla propria fisicità in sessantaquattro brevi ritratti (per 624 pagine), da Dante a Tondelli, da Boccaccio a Manganelli.

Bellissima la copertina firmata Ifix Project a cui si deve l’impostazione grafica della casa editrice: su un’originale tavola anatomico-letteraria le parti del corpo vengono indicate dai nomi degli autori. Non abbiamo verificato, ma se la collocazione del nome fosse coerente con la personale ossessione dello scrittore sarebbe un tocco di genio. Piacevole la collocazione a metà pagina della titolazione: semplice minuscolo con sottotitolo in corsivo.

Breve notazione: per quanto l’immagine non sia perfettamente centrata sulla pagina, la torsione del corpo verso sinistra sposta il baricentro della composizione bilanciandola. Elegante, bilanciata, originale, cosa chiedere di più? Otto e mezzo.

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag hacca su Who's the reader?.