I racconti erotici di Lite Editions

11 agosto 2011 § 1 Commento

Come si crea la copertina per un libro erotico? Non siamo grandi esperti, proviamo ad andare a spanne: cromatismo limitato (rosso, rosso, e ancora rosso; anche nero, và), foto ammicanti, meglio se in bianco e nero oppure tivedo-nontivedo.

Lite editions propone invece qualcosa di diverso: colori pastello (accessi ma caldi, senza languori, primaverili), foto in bianco e nero ma collocate a piè di pagina, tanto spazio ai font, ai corsivi e ai corsetti… pardon! grassetti. Il risultato complessivo è piacevole per quanto la sovrapposizione dei testi crei disordine senza un vero plus estetico.

Ma la vera particolarita e che i ragazzi di Lite editions lavorano solo sul web, cercano infatti “testi di qualità pensati specificamente per la lettura su supporti digitali (computer, smartphone, tablet, e-reader)”. In questo senso colore e fotografie si dimostrano efficaci nell’attirare anche i più distratti navigatori delle librerie virtuali, senza mai scadere in volgarità gratuite. Bel progetto.


Comporre a mano al tempo dell’ebook

11 marzo 2011 § 2 commenti

Eccocci appena rientrati. Bei posti, bella gente, tante cose da imparare. Anzituttto un ricordo dall’Ebook Lab di Rimini: Enrico Tallone sul palco che racconta la poesia dei caratteri.

Quindici minuti di pura bellezza, precipitati fra una presentazione Apple-mode e uno speach da corpi speciali dell’editoria italiana. Preceduto dall’ottimo (e tecnicissimo) intervento di Matteo Balocco, Tallone ricorda alla platea la verità e la necessità della bellezza nella composizione della pagina, “un atto di rispetto nei confronti dell’autore, dell’identità della casa editrice, e degli occhi del lettore”.

Piccole perle qua e la. La nostra preferita: “si vede che il Palatino è fatto da un tedesco: le lettere tengono le distanze le une dalle altre. Tutte pronte a invadere la pagina“. O anche : “nel corsivo la codina di una lettera si appoggia al balcone di quella accanto”. Infine: “il pensiero è una parola in Corsivo, in Italico!” per poi sfiorare l’estasi mistica proclamando che “nel font c’è del sacro”.

Alla base dell’intervento l’impossibilità per i device in commercio di riprodurre adeguatamente i font disponibili in tipografia. A fronte di una risoluzione ancora incapace di rendere giustizia a grazie e spessori, inclinazioni appena accennate e spaziature, il rischio bodonizzazione è dietro l’angolo: pochi font, essenziali, di grande leggibilità.

Una grave perdità di tipo-diversità tanto per gli editori quanto per i lettori. Se da una parte infatti un’eccessiva stilizzazione facilita la distinzione delle lettere, alla lunga non gratifica la lettura delle frasi che risulta faticosa . Senza contare lo smarrimento di tutte le informazioni metatestuali che l’uso di un preciso carattere è in grado di trasmettere con la sua storia e la sua personalità.

Quali prospettive dunque? Nel breve periodo nessuna. Il digitale è purtroppo ancora molto lontano dal poter competere con la nitidezza della stampa tipografica e sarà così ancora per molto tempo. Ma volendo guardare al di là del puro fatto tipografico non facciamo fatica a immaginare sviluppi metatestuali nei quali il digitale potrebbe giocare efficacemente le proprie carte: magari un carattere in grado di arrossire potrebbe ben illustrare l’imbarazzo di Alice di fronte alla Regina di cuori; o ancora delle lettere in grado di tremare farebbero ottima figura davanti all’orco di un libro per bambini.

Ma prima degli effetti speciali faremmo bene a ripartire dai fondamentali (perchè fare libri è un mestiere), e fra tutti da alcuni dei più bistrattati, quelli che quando si deve risparmiare saltano per primi: vogliamo i margini. Dovete darci dei margini grossi così! Niente scuse, con l’ebook la carta non si spreca più, perciò dateci finalmente dei margini come Dio comanda. E soprattuto metteteli nei classici che poi quando uno prende appunti non sa mai dove ficcarli!

PS Nell’illustrazione alcune lettere del bellissimo carattere Talloniano Roma.

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