Copertine in mostra all’ FNpapershop

15 maggio 2012 § 4 commenti

Uno dei momenti più belli del Salone-off è stato l’FNpapershop di Federico Novaro. Con grande semplicità ha scelto alcuni dei libri più belli della sua collezione, li ha valutati, li ha messi in vendita, e ha aperto la sua abitazione a chiunque amasse i bei libri, il vino e i rapanelli (o ravanelli, questo ancora non s’è capito). Abbiamo visto dei pezzi bellissimi, se volete vederli anche voi li trovate tutti qua.

Noi ci siamo portati a casa Kerouac, I sotterranei, Feltrinelli 1965 e Joseph Conrad, I duellanti, L’Unità / Edizioni e/o -I Libri de L’Unità; Roma 1977 (in realtà questo a casa non c’è mai arrivato, ma si tratta di un’altra storia). Iniziative come l’FNpapershop sono vera resistenza culturale.

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Quale sarà il tormentone editoriale del 2012?

20 febbraio 2012 § 1 Commento

 

 

 

 

 

 

 

Come dire, dopo limoni, cioccolato, spezie, cannella, fiori e segreti si comincia a intravedere un nuovo filone

Rana Dasgupta, Solo, Feltrinelli

11 aprile 2011 § 3 commenti

 

 

 

 

 

 

 

Ecco un bell’esempio di come, cambiando appena qualche dettaglio, alla Feltrinelli siano riusciti a tradurre e fare propria la cover originale (fermo restando che uno sforzo per pensare a qualcosa di diverso potevano pure farlo).

Nella versione inglese il focus è centrato sul titolo che campeggia nero, squadrato e ingombrante come il nome sulla prua di una petroliera; la leggerezza degli uccelli in volo che lo avvolgono rimarca ulteriormente la pesantezza e l’estraneità delle lettere al resto della natura; si inciampa solo sull’eccessiva vicinanza del nome dell’autore ai piedi dell’uomo.

Nella versione italiana il contrasto si perde e tutta l’attenzione si concentra sulla bella immagine. Titolo e autore in bianco (che nell’edizione precedente era stato abbandonato al fondo del prospetto) si appoggiano discreti al celeste della pagina accompagnando l’evaporazione dell’uomo. Tipografia e leggerezza per la copertina italiana, titolo forte e concetto per quella inglese.

Saramago, L’anno della morte di Ricardo Reis

13 ottobre 2010 § Lascia un commento

 

 

 

 

 

 

 

Saramago, L’anno della morte di Ricardo Reis. Copertine a confronto: Einaudi 2006 e Feltrinelli 2010.

Ecco un bell’esempio di come la ricezione e la valorizzazione grafica di uno stesso libro cambi da un editore all’altro. Entrambi hanno sentito l’assurdo della pagina di Saramago, e allo stesso modo il peso dell’elemento storico.

Da una parte ecco allora la severa impostazione einaudiana, quasi mitteleuropea: un ritratto seppia di un elegante signore in paltò e cravattino, che osserva stranito il proprio fantasma, è tutto l’apparato narrativo che ci regala il grafico. Ironia del buffo-quasi-per-caso che nasconde tuttavia una profonda conoscenza della tradizione europea della passeggiata borghese, della fenomenologia del baffo da Hitler a Groucho Marx, così come del vestito animato di bulgakoviana memoria. Uno straordinario pastiche euro-letterario capace di strappare un sorriso quasi inconscio, come fatto di carta.

Diversa l’ironia pastello dell’editore Feltrinelli: si punta alla sorpresa, all’assurdo, niente giochetti letterari, niente ammiccamenti. Un aereo dei primi del novecento -simile ad uno dei cartoni animati- scrive nel cielo “36” -l’anno della morte del protagonista- a suon di bombe. Quasi un rebus, reso possibile dal grande successo del titolo (pubblicato in Italia dall’ ‘85) ormai familiare ai suoi lettori.

Sottile e raffinata l’edizione Einaudi, giocosa e divertente quella Feltrinelli: otto a pari merito.

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