Ebook. Quale futuro per le copertine?

16 gennaio 2011 § Lascia un commento

Che fine faranno le copertine con l’avvento dell’ebook? E’ una domanda che qualche tempo fa si è fatto Carlo Annese sul suo blog la cui risposta, tuttavia, ci convince solo in parte. Due i tasti su cui si batte: quello della multimedialità (si pensa a mini-spot, video, animazioni…) e quello della personalizzazione.

Facciamo un passo indietro. La smaterializzazione del supporto costringe a rivedere la progettazione grafica del libro perché vengono meno due elementi fondamentali: la dimensione meccanica dell’oggetto (il movimento, l’articolazione, lo sviluppo dell’oggetto nello spazio, il gioco delle cerniere, il piacere di innescare e seguire il meccanismo…), e il potenziale dei materiali che, lasciando da parte feticci come “l’odore del libro” o “l’emozione della carta”, è indubbio che giochino un ruolo sensibile nella presentazione di un volume (il peso, le dimensioni, il rapporto tra questi elementi, il tipo di carta, il formato ecc…).

Punto primo: la liberazione dalla fisica potrebbe permettere di progettare -ad esempio- bandelle più ampie del libro stesso, o pagine tridimensionali senza il limite (affascinante e a volte esaltante, come nel caso dei libri d’artista) della fisicità. A livello puramente concettuale quindi s’intravedono grandi potenzialità.

Punto secondo: la fine della materialità è una questione di rilevanza assoluta poiché incide tanto sul’’estetica del testo, quanto sulla collocazione della sua identità all’interno della produzione di un editore, in una collana ecc.. Non sarà più possibile optare per una carta opaca o lucida, per cartoncino o brossura. Quali saranno quindi le differenze tra Hardcover, brossurati e superpocket? Come cambia l’identità di collana? Ha ancora senso parlare di 3 (o più) riedizioni differenti di uno stesso libro via via più economiche, diverse per materiali e prezzo?

Il problema non è risolvibile con del semplice rendering grafico; si tratta piuttosto di ripensare processi editoriali consolidati da decenni in una direzione nuova ma altrettanto duratura. Sempre dal blog di Annese, ecco un’intervista sul tema con Stefano Salis.

In questo post: qualche idea per la progettazione di una copertina 2.0.

Gli ebook secondo Altan

1 ottobre 2010 § Lascia un commento

Da: l’Espresso

Parlare di cultura e dei suoi luoghi comuni

30 settembre 2010 § Lascia un commento

Un luogo comune è un’opinione (non necessariamente “vera”) o un concetto la cui diffusione, ricorrenza o familiarità ne determinano l’ovvietà o l’immediata riconoscibilità. In letteratura è detto tòpos ed indica il ricorrere di un tema in un autore o in un genere letterario o artistico. Il termine deriva dalla locuzione latina locus communis, la piazza (il forum), dove le persone si incontravano e conversavano. (Wikipedia)

Io ai luoghi comuni ci credo. Fermamente aggiungerei. Specie a quelli diffusi, ricorrenti e familiari. O meglio: non è che credo a quello che dicono. Credo nella loro forza. E’ un  pò come dire che credo nella locomotiva ma non nel treno… Una locomotiva ovvia, immediata, riconoscibile: ecco qualche vagone.

E’ il caso letterario dell’anno.

Il romanzo è morto.

La cultura occidentale è in declino.

Ormai è importante sapere il cinese.

L’individuo è finalmente libero.

L’individuo è definitivamente prigioniero.

L’individuo è prigioniero proprio perché è libero.

La tradizione.

La lotta alla tradizione.

I padri.

I figli.

Siamo in un passaggio epocale.

Non ci si rende mai conto che si è in un passaggio epocale finché questo non è avvenuto.

I mezzi di comunicazione di massa hanno cambiato tutto.

La televisione è una cattiva maestra.

La fine della modernità.

La crisi della realtà.

L’ Iperrealismo.

E’ un libro che racconta la grande epica nazionale.

E’ un libro che racconta la piccola epopea familiare.

E’ un libro che racconta l’epica dell’individuo.

E’ un libro che racconta l’antiepica dell’individuo.

E’ uno scrittore ombelicale.

I premi letterari sono vinti dai soliti 5 grandi editori.

La cinquina dello Strega.

Il finalista del premio Strega.

Leggere Proust e Guerra e pace.

Leggere Proust e Guerra e pace su e-book.

Si dice leggere Proust e Guerra e pace.

Non si dice leggere la Recherche e Tolstoj.

Proust e Guerra e pace non li legge  più nessuno.

L’e-book è il futuro del libro.

L’e-book non ha futuro.

Il Web 2.0.

Dove sono?

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