Stefano D’Arrigo, altre opere

9 febbraio 2011 § 1 Commento


Continua la nostra rassegna grafica dedicata alle opere di Stefano D’Arrigo. Dopo il precedente post dedicato ad Horcynus Orca, affrontiamo oggi le altre opere dell’autore.

2000: Prima edizione Rizzoli dei Fatti della fera. Elegante edizione in occasione della ripubblicazione dell’opera completa da parte dell’editore (progetto grafico di Enzo Aimini). Titolazione racchiusa in riquadro bianco da una doppia cornice sullo sfondo color cartone della pagina; in copertina un’elaborazione grafica da una carta nautica dello stretto.

2000: Edizione Mondolibri, in pieno stile club del libro, su un libro non proprio da Mondolibri. In copertina indovinate un po’…“La marina di Napoli” di Gaetano Esposito. Bordo color Melanzana, copertina solida, immagine immediata e caratteristica: perfetto libro Mondolibri.

2004: Seconda edizione Rizzoli, questa volta nella BUR. Progetto grafico Mucca design bello, evocativo e aderente al tema (finezza studiata o no, torna la cornicetta attorno al titolo. Ma forse no visto che c’è in tutta la BUR).

1982: Prima edizione Mondadori di Cima delle nobildonne. Orribile, triste, senza senso, lontanissima dal tema trattato (placenta, egitto, Stoccolma, chirurgia).

2006: Riedizione Rizzoli. Tutto come al solito cornicetta ecc… Torna il tema archeologia: sullo sfondo antiche rovine di popoli scomparsi. Silenziosa ed evocativa.

1978: Seconda edizione di Codice Siciliano per i tipi di Mondadori nella collana delllo Specchio. Non ci è riuscito di trovare un’immagine della prima edizione Scheiwiller 1957. Copertina del tutto standard, affatto personale. Da ricordare giusto come elemento d’inventario.

2010: Chiudiamo con Il Licantropo. Prose inedite pubblicate dall’editore pistoiese Via del vento, tiratura numerata di 2000 copie. Sfondo Ocra giallo (nome della collana) con “Il solitario”, matita su carta di Anonimo.

Ancora si ringraziano per la gentilezza e l’insostituibile aiuto iconografico gli Anobiiani Serenus, Arwen, Simona e Attilio Coco.

A D’Arrigo un saluto.

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Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca, Mondadori 1975

6 febbraio 2011 § 22 commenti

Il 6 febbraio del 1975, dopo oltre 15 anni di fatiche, l’Orca iniziava finalmente il suo lungo viaggio.

Fu un lancio di proporzioni straordinarie (e assolutamente folle per un’opera prima):  leggenda narra di una prima tiratura da 50mila copie, affissioni, recensioni su tutti i maggiori quotidiani, i periodici e le riviste accademiche.

Ma tanto clamore si risolse in un rapido naufragio: metà della critica gridò al capolavoro, l’altra metà al disastro; 80.000 copie vendute in un batter d’occhio pochissime delle quali vennero lette, poi il silenzio. L’accademia decise di prendersi del tempo e di lasciar passare la foga pubblicistica dei dibattiti. Troppo tempo.

Fatta eccezione per l’amore e l’attenzione costante di pochi studiosi, pochissimi si cimentarono negli anni nella lettura e nello studio dell’opera e oggi ai pochi, folli, innamorati lettori di D’Arrigo non resta neanche il conforto d’una ristampa. Siamo parte dei folli e degli innamorati anche noi, e oggi vogliamo ricordare le copertine di questo capolavoro.

1975: Prima edizione Mondadori, 1256 pagine, copertina rigida blu mare rivestita da una sovracoperta dalla carta deliziosamente fragile; affascinante nella sua semplicità: cornice blu che corre lungo tutto il bordo; sfondo, dorso e quarta di copertina bianco panna (col tempo bianco sporco, ma fa lo stesso la sua figura); titolo e autore, dal lettering essenziale ed elegante, bastano a presentare il testo.

 

1975: Una vera chicca. A testimoniare il successo clamoroso dell’apparizione dell’Orca: Renzo Cortina, Horca Myseria, Milano, Editrice Cavour. Inutile spendere parole sulla sfacciata quanto spiritosa trovata del libraio Cortina: impossibile non sorridere; eppure siamo certi che D’Arrigo non dovette prenderla bene…

Affascinanti legami di parentela. A sinistra Melville, Moby Dick, Arion Press 1979; progetto grafico di Andrew Hoyem, illustrazione di Barry Moser. A destra Horcynus Orca nell’edizione Oscar Mondadori 1982; 1096 pagine, due volumi. Font identici, stessa alternanza di tondo e corsivo, stesso concept, illustrazione nella medesima posizione.

Uniche differenze: nell’edizione Mondadori il nome dell’autore appare in corsivo e in rilievo sopra l’illustrazione. Bellissimo il font -il ductus della “A” maiuscola è quasi emozionante-. Identiche, eppure l’edizione Mondadori (la cui filiazione dal progetto di Hoyem è più che evidente) appare più equilibrata ed armonica nella dimensione progressiva dei caratteri e nell’uso del tondo.

1994: Seconda apparizione dell’Orca negli oscar Mondadori, ancora 1096 pagine, due volumi, stessa illustrazione per quanto inspiegabilmente impoverita del chiaroscuro; compare la cornicetta rossa dei Classici.

2003: L’Orca approda alla Rizzoli in elegantissima quanto solida edizione, in occasione della ripubblicazione dell’opera completa da parte dell’editore (progetto grafico di Enzo Aimini). Riappare la sovracoperta, volume nuovamente unico (sempre 1096 pagine però), titolazione racchiusa in riquadro bianco da una doppia cornice sullo sfondo color cartone della pagina; in copertina un’elaborazione grafica da Mirò.

Nel prossimo post: I fatti della Fera, Cima delle Nobildonne, Codice Siciliano e Il licantropo.

N.B. Manca all’appello un’edizione mondolibri 2003 (forse 2001) di cui, purtroppo, non siamo riusciti a procurarci alcun’immagine. Si ringraziano per la gentilezza e l’insostituibile aiuto iconografico gli Anobiiani Serenus, Arwen, Simona e Attilio Coco.

Un film in texture-animation

29 gennaio 2011 § 2 commenti

S’intitola The Thomas Beale Cipher, l’abbiamo visto qui, e ha pure un sito.


Magazine cover design. Il Domenicale del Sole 24 ore

24 gennaio 2011 § 4 commenti

 

Copertina dell’ultimo inserto domenicale del Sole 24 ore. Design di Adriano Attus, Luca Pitoni, Laura Cattaneo.

Parla da sè, quindi spendiamo giusto due parole: da notare l’uso del corsivo nei titoli in basso a sinistra (solitamente riservato ai sommari o ai catenacci, solo di rado nei titoli degli elzeviri), l’eleganza e la sinuosità dei caratteri (molto più snelli invece quelli usati per le pagine interne), il riquadro in alto a sinistra che richiama il design delle copertine di IL, altro magazine del Sole.

Colori e concept in chiave pop, ironia che solo il più autorevole inserto culturale italiano potrebbe permettersi. Applausi!

 

Marcos Y Marcos, qual è la vostra copertina preferita?

13 gennaio 2011 § 7 commenti

Ieri sera a Milano, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, è stata inaugurata la mostra dedicata ai 30 anni della casa editrice Marcos Y Marcos. Gli editori Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, l’illustratore Lorenzo Lanzi (sue oltre 200 copertine della casa editrice) e il giornalista del Sole 24 ore Stefano Salis hanno ripercorso la storia della casa editrice in 24 storiche copertine. Poco da dire, moltissimo da guardare, enjoy yourself!

P.S. La nostra preferita è Controvento di Angeles Caso… e la vostra qual è?

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Who’s the reader? Sunshine awards

11 gennaio 2011 § 5 commenti

Anzitutto un grazie di cuore a Fogli sparsi e Angelo Ricci per la menzione di Who’s the reader? nei loro Sunshine awards.

Si tratta di un passaparola fra blog letterari alla base del quale sta la condivisione della passione per la parola scritta e gli oggetti narrativi. Dopo aver ringraziato chi ci ha premiato, si scrive un post per assegnare il premio a 12 blog che si ritengono meritevoli; abbiamo già fatto qualcosa di simile sullo scorcio di questo 2010 (Blog on books, il meglio del 2010), ma siamo felici di avere l’occasione di segnalare nuove letture:

sartoris

i believe in advertising

libri in metro

book lovers never go bed alone

fumettologicamente

bookshelf porn

recyclart

beautiful lies

piccole risposte senza domanda

semiotlog

archivio caltari

coverjunkie

PS Con l’occasione segnaliamo la mostra delle copertine storiche di Marcos Y Marcos che si terrà a Milano alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte. Inaugurazione mercoledì 12 gennaio ore 18.30, non perdetevela!

Dove sono?

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