Fabrizio Ottaviani, La gallina, Marsilio

24 maggio 2011 § 5 commenti

Ogni copertina si confronta con un contesto (di genere, di collana o di catalogo), e da questo confronto può uscire rafforzata o indebolita. Ci si può limitare a riproporre con coerenza la linea grafica abituale, o si può provare ad alzare l’asticella introducendo un certo scarto di innovazione pur all’interno delle linee conosciute, o ancora si può tentare un’operazione di rottura.

Quest’ultimo è il caso della copertina di La gallina di Fabrizio Ottaviani, edito da Marsilio. Solitamente le copertine della Marsilio non ci hanno fatto impazzire: troppo calcate in tratto e colori per i nostri gusti; ma questa ci ha colpito per l’originalità.

L’elaborazione grafica in copertina (“3D Chicken” di Francesco Di Marco), segna una discontinuità fortissima rispetto ai soliti pastelli o talvolta ai veri e propri dipinti della serie, riuscendo inoltre a spostare il concetto tradizionale e prosastico di “gallina” dalla più assoluta banalità alla curiosità fantascientifica.

Qui la trama:

In una ricca ed elegante città europea una vecchia riesce con un tranello a consegnare una gallina viva al maggiordomo di Elena e Massimiliano De Giorgi, facoltosi e influenti coniugi di mezza età. Nel giro di poche ore, tuttavia, si comprende che nessuno ha mai ordinato una gallina viva. Cosa si nasconde, allora, dietro un regalo tanto singolare? Si tratta di uno scherzo di cattivo gusto? Chi è stato a organizzare quella che all’inizio sembra solo una burla, e per quale ragione? Finché un giorno, attirato dal folle vortice di errori ed equivoci che tanto i padroni quanto i domestici hanno contribuito a sollevare, lo spettro della catastrofe apparirà all’orizzonte. Esilarante farsa raggelata dallo humor più nero, La gallina è anche un atroce apologo metafisico in grado di materializzare le paure più profonde; fra tutte, quella di smarrire per sempre la propria umanità.

Onestamente il nesso con la cover ci sfugge… Ma non fa nulla. Bislacca la trama, bislacca la copertina, tutto molto divertente. Un bonus: in libreria non passa inosservato; un malus: sul web la resa estetica è pessima. Nel complesso un progetto bislacco, ma ci piace ugualmente.

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E. O. Wilson, Anthill, Elliot edizioni

19 dicembre 2010 § Lascia un commento

Solo due elementi per la semplicissima copertina di Anthill di E. O. Wilson, Elliot edizioni; due vite naturali: quella immobile dell’albero, secolare, fatta di radici, e quella fragile e dinamica della formica.

Perché si sappia: per quanto non ci piaccia crederlo noi siamo la formica, e abbiamo ancora molta strada da fare per giungere al midollo. Solo due elementi per raccontare una storia naturale fatta di colori caldi e contrasti forti a firma Ifix Project. Idee di clorofilla: otto.

Asaf Schurr, Motti, Editore Voland

16 dicembre 2010 § 1 Commento

Ancora Più libri più liberi, ancora piccoli e medi editori. Questa volta parliamo di Motti di Asaf Schurr, dell’editore Voland.

La copertina è di carta opaca, solida, molto piacevole al tatto; ci piace particolarmente la divisione del prospetto in sezioni, riuscita per proporzioni e accostamento di colori. L’illustrazione di Guillermo Gori, straordinariamente “parlante” nella sua semplicità, si inserisce bene nella copertina giocando con le sezioni della pagina; buona anche la scelta del grigio (l’alternativa più ovvia -il bianco- sarebbe risultata troppo sgargiante).

Convince meno la scelta del giallo per autore e casa editrice, mentre si apprezza il riconoscimento espresso nei confronti del traduttore il cui nome campeggia subito sotto il titolo. Sette più che è già un sette e mezzo.

101 Storie di gatti che non ti hanno mai raccontato, Newton Compton

10 dicembre 2010 § 4 commenti

Natale si avvicina, e il libro -come ogni anno- torna a essere il regalo rifugio dei parenti lontani, degli eterni indecisi e dei conoscenti in visita. Tempo di strenne insomma, e allora si salvi chi può!

Un titolo che non può assolutamente mancare nella vostra libreria è naturalmente 101 Storie di gatti che non ti hanno mai raccontato. Contestualizziamo: il target a cui l’editore punta è senza dubbio femminile, diciamo di mezza età, diciamo discretamente colto, diciamo discretamente disposto a passare del tempo a coccolare un gatto.

Ciò posto veniamo alla copertina. Per quanto abbiamo provato a sforzarci, ci risulta del tutto incomprensibile la scelta del gatto-tarzan che campeggia nella metà superiore del prospetto. Non si capisce perché con un soggetto appartenente a due delle categorie a cui l’uomo -nella sua immensa idiozia- ha voluto dedicare alcune delle più ampie raccolte iconografiche della terra, cioè quella dei cuccioli e dei gatti, si sia optato per un gatto che A) non è tenero B) ha un espressione che dice chiaramente “ma cosa ci faccio io qua?!” C) manca della zampa posteriore sinistra.

Ma proseguiamo. Carina (almeno così la definirebbe la nostra signora di mezza età, discretamente colta, coccolatrice di felini part-time) l’impuntura che decora il titolo e richiama macchine da cucito vittoriane e romantici gomitoli da salotto d’inverno. Poco comprensibile invece la collocazione sbilenca e asimettrica dei nomi delle autrici. Ciliegina sulla torta? L’orrido disegno delle elle di “Lilli” e delle acca del sottotitolo. Perché complicarsi la vita quando si può risolvere serenamente con un bel font tutto curve e svollazzi? Non ci è piaciuta, e siamo convinti che non piacerà neanche alle coccolatrici di felini part-time. Cinque.

PS Si ringrazia il Corriere della Letteratura per aver inserito Who’s the reader? nella classifica dei 10 migliori blog letterari del 2010!

PPS Promemoria: da qualche giorno ci trovate anche su Facebook 😉

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