Hans Keilson, La morte dell’avversario, Mondadori

5 maggio 2011 § Lascia un commento

Niente di più banale di una rosa nera: l’abbiamo vista cento volte sulle copertine dei più schifosi best seller a tema succhiasangue (quelli per intenderci di questo tipo), o di certi thrilleroni rinascimentali. Ma la scelta di rappresentarne solo la sagoma e di abbandonare il nero sul bianco sporco dello sfondo, si rivela vincente tanto sul piano estetico quanto su quello dell’originalità: innocenza compromessa e fascino marcescente privi di retorica. Chi vuole legga anche un riferimento in contraltare a La rosa Bianca.

L’opera è di Jannis Kounellis, Senza titolo (rosa nera), 1966, custodita al Museo del ‘900 di Milano, riprodotta da Luca Carrà per Electa. Curiosità: la stessa opera compare in piccolo, orientata in modo speculare, sulla quarta di copertina.

Copertina della serie “quando ci si mettono….“: Mondadori riesce finalmente a prendere una copertina popolare e a renderla bella.

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