Harry Potter e la pietra filosofale, la copertina della nuova edizione tascabile

21 aprile 2011 § 19 commenti

Harry Potter e la pietra filosofale arriva adesso, per la prima volta in Italia in edizione tascabile, nella traduzione rivista da Stefano Bartezzaghi. Nuova copertina, dunque, e un occhio puntato ai lettori di domani. Alcune condizioni sono da tenere presenti: Harry Potter è un brand di una forza straordinaria, ormai profondamente radicato nell’immaginario collettivo.

Da questo punto di vista il senso di una ristampa economica ci lascia un po’ perplessi. I primi lettori siamo certi che conservino ancora i libri della loro infanzia, e sarebbero ben felici di prestarli a cuginetti e nipotini per condividere le loro emozioni e i bei ricordi legati al maghetto. Raro poi il caso che per un regalo si preferisca l’edizione economica a quella cartonata. Difficile infine immaginare un allegro ottenne che si dia a rovistare fra gli scaffali invece di puntare al libri più grosso e colorato del negozio. Quale dunque il target della nuova edizione?!

Ad ogni modo eccoci alla copertina che si distanzia notevolmente dal tratto usuale della serie: anzitutto per il titolo dorato e svolazzante (secondo le prime voci, grafia dell’autrice). Siamo lontani dalla sobrietà anglosassone dei primi prospetti: troppe scintille magiche, troppi volteggi di bacchette nell’immaginario collettivo per non andare a incidere significativamente sull’identità di copertinaa.

Quanto al resto, non sembrerebbe neanche si parli ancora del maghetto campione d’incassi nel mondo: niente personaggio in copertina, niente scope volanti, mostri, prodigi o giganti. Neanche uno straccio di folletto o una qualunque rappresentazione d’archivio a tentare di ricordare anche solo vagamente la scuola di magia di Hogwarts.

Si preferisce l’insignificante (quanto brutto) accostamento di una torre e di un cavallo sullo sfondo di una scacchiera: e va bene che chi la storia la conosce già avrà in mente la scena della battaglia degli scacchi del primo volume, ma certo non si può dire che questa sia la sua più felice incarnazione!

Quanto a coloro che non sapessero nulla del romanzo passerebero serenamente oltre con l’impressione di trovarsi di fronte al manuale di tattica e strategia scacchistica “La pietra filosofale” scritto dal grande campione Harry Potter, J. K. Rowling editore. Chiude il disastro infatti il nome dell’autrice (la più grande bestsellerista della storia) in fondo alla pagina, in corpo tutt’altro che eclatante.

Avere un brand da milioni di dollari e non sapere che farsene. Fatal Error caro signor Salani.

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§ 19 risposte a Harry Potter e la pietra filosofale, la copertina della nuova edizione tascabile

  • ctonio scrive:

    La striscia blu sulla destra e soprattutto la linguetta arancione sbilanciano tutta la composizione, il nome dell’autrice è totalmente attufato da quel coso arancione. I colori, poi, mi sembrano troppo freddi. Sembra quasi una prima edizione ungherese fine anni 80 più che una riedizione economica (che se trovo a metà, potrei pensare di comprare🙂

  • Gabriele scrive:

    Solitamente io apprezzo molto gli esperimenti e l’andare controcorrente, specialmente in fatto di design. Però questa scelta proprio non la capisco: il brand HP è forte anche come riconoscibilità in libreria, perché cambiare la cover art per l’edizione paperback?

  • 365abraxas scrive:

    Volevo solo avvisarti che questa cover, tra l’altro, non è neanche farina del sacco della Salani: si tratta dell'”adattamento” italiano della ri-edizione già edita da Bloomsbury ( http://harrypotter.bloomsbury.com/ ).😉

  • francesco scrive:

    La copertina deriva dall’edizione inglese, e non è una scopiazzatura, ci sono dietro questioni di diritti e marchi che non lasciano molto spazio di manovra.
    Il signor Salani (che tra l’altro non esiste) c’ha messo del suo solo nella traduzione riveduta.

    • giupasserini scrive:

      Vero, potrebbe essere.. poi la Rowling è davvero molto stretta su questo genere di cose. Resta purtroppo un’occasione persa.

      Siamo sicuri che se il “signor” Salani (questa volta fra virgolette) avesse voluto, una mediazione si sarebbe potuta trovare, magaricon una leggera rielaborazione (come questa ad esempio: https://giupasserini.wordpress.com/2010/10/08/198/) o magari disegnando una sovracoperta.

      • francesco scrive:

        Nel complesso non posso che essere d’accordo sull’occasione persa (il cambio del titolo Harry Potter soprattutto non convince, anche se di pugno della Rowling), però mi sembravano eccessive le critiche all’operazione di Salani.

        Comunque il tuo blog è davvero molto puntuale e interessante; ho visto che hai già intervistato Alice Beniero, mi piacerebbe leggere cosa pensi in generale della grafica degli Special books di Isbn (al di là di Io sono Febbraio), anche se ormai la collana è uscita da un anno.

  • Livia scrive:

    Sono di opinione leggermente diversa. L’illustrazione presa da sola è davvero bruttina, ma edizione inglese in mano non ho trovato l’effetto complessivo così disastroso.
    L’estetica segue un po’ il trend “classico del fantasy ristampato per adulti nostalgici” che ho visto pure, per esempio, nelle nuove edizioni dei romanzi di Robin McKinley, in questo caso americane (per esempio qui The Hero and the Crown).
    Per quanto mi riguarda, mille volte questa rispetto a quella italiana con i raccapriccianti cappelli-testa-di-topo (srsly, ma come si fa?!).
    Il nuovo logo può lasciare spiazzati inizialmente, ma per esempio Bloomsbury ha speso parecchie energie per preparare i lettori all’uscita di queste nuove edizioni (se ricordo bene una campagna durata tutta l’estate o anche di più). Qui invece pare che la cosa sia passata sotto silenzio (io l’ho scoperto con questo post): chissà?
    (E soprattutto, la traduzione rivista? Tremo.)
    Per il resto, ho passato troppo tempo a inveire contro Salani per la sua scelta di mantenere il cartonato a tutti i costi negli anni passati. Le edizioni economiche sono state talmente sudate (e talmente farlocche, visto che costavano quanto il cartonato di due anni prima) che l’arrivo di una nuova economica in qualche modo “controllata” dall’editore inglese non può che farmi felice.
    E comunque, pronta a comprare le nuove edizioni a tutti i miei cugini. Prestar loro i miei volumi? Mai😛 (xD)

  • Missplan scrive:

    Non tutti sanno che… in UK la Bloomsbury ha fatto uscire i libri di Harry Potter con due cover diverse, una per bambini (colorata e fumettosa) e una per adulti (sfondo nero e illustrazione gotica). Parlo della versione hardback da lancio eh, non delle varie riedizioni.
    All’interno i libri erano identici, ma la versione per bambini era stampata in font leggermente più grande e su carta più sottile.

    Ma c’è anche chi ha tentato un restyling in chiave Penguin

  • Valeria scrive:

    a me come copertina non dispiace ,l’ unica pecca è il tassofrasso che è orrido ma ho letto che è più simile alla versione originale .quindi benevenga.
    io quella vecchia di copertina non l’ capita bene ,mi devo ancora spiegare il capello a forma di topo in testa ad Harry che ci incastra ??mica all’ epoca si sapeva gia di crosta ?

  • Matt scrive:

    Questo articolo critica la nuova edizione troppo aspramente.
    Io dico invece che è la cosa migliore che potessero fare.
    Partendo dal presupposto che sarebbe indubbiamente meglio leggere Harry Potter in lingua originale per coglierne tutte le sfumature, i giochi di parole, la magia dell’intera opera.
    Il mio ideale, dunque, sarebbe un opera il più possibile simile a quella originale, ed ora, finalmente c’è!
    Tanto per iniziare, il famoso logo di Harry Potter che tutti conoscono non è il suo logo originale. Infatti era stato preso dall’edizione americana, non da quella originale inglese, e poi era stato utilizzato nei film.
    Quindi discostarsi da quel luogo significa riunirsi al “vero” Harry Potter, quello inglese.

    La copertina non è molto bella, ma sempre meglio di quella precedente, disegnata da un’autrice (Serena Riglietti), che non leggeva i libri ma si limitava a chiederne un’estratto (e questo spiega tante cose).
    Senza contare che le future copertine di questa nuova edizione non saranno tutte pessime, anzi, trovo che quella del quarto libro (http://harrypotter.bloomsbury.com/books/harrypotter-book4) sia veramente, ma veramente bella.
    Per quanto riguarda i nomi dei personaggi trovo assurdo che ci siano fan di Harry Potter che sentono dire “Snape” e chiedono chi sia. Per questo approvo che alcuni nomi (tipo Longbottom) siano stati riportati come l’originale.

    Io non definirei un opera “Fatal Error” perchè non ci sono bacchette zampillanti di luce in copertina o fatine e draghi volanti, dopotutto anche la precedente raffigurava una scacchiera.

    • giupasserini scrive:

      Spezzo solo una lancia in favore dei grafici che leggono solo gli estratti. Non è una cosa cattiva, si fa proprio così: se un grafico dovesse leggere tutto quello per cui deve disegnare qualcosa non finirebbe più; fra l’altro la copertina deve funzionare per gente che non conosce il libro e da questo punto di vista non leggerlo potrebbe essere considerato un presupposto importante.

      • Matt scrive:

        Solo leggere un opera nella sua interezza può far capire veramente il cosa l’opera stessa può voler significare, il messaggio che deve trasmettere, l’atmosfera, i colori, gli odori. Quantomeno un grafico dovrebbe leggere la scena che vuol rappresentare.

  • Matt scrive:

    Hai dato un pessimo parere. Stacce!

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