Tommaso Pincio, Lo spazio sfinito, minimum fax

14 marzo 2011 § 6 commenti

Già da qualche tempo gli editori italiani hanno riscoperto il fascino dell’illustrazione di copertina realizzando spesso matrimoni fortunati e duraturi come quello di Gipi con Verdenero, o quello di Alessandro Gottardo con minimum fax per la collana Nichel.

Lo spazio sfinito (sempre della collana Nichel)  introduce una piccola variazione sul tema impiegando una tela dell’autore . Tommaso Pincio infatti è anche un pittore: dopo l’esordio da fumettista, ha diretto per dieci anni una galleria d’arte internazionale e vissuto tra la fine degli ’80 e l’inizio dei ’90 a New York come assistente di un pittore.

In copertina Marylin nello spazio: semplice, lucido, straniante. Sulla seconda bandella: Autoritratto dell’autore col medesimo sfondo. A Più libri più liberi erano disponibili inoltre alcune copie con disegno (fotocopiato, ritagliato e ritoccato a matita) e autografo dell’autore sull’antifrontespizio. Ecco un caso in cui la collaborazione dell’autore al progetto grafico dà i suoi frutti (diversamente da questo di Ammaniti).

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§ 6 risposte a Tommaso Pincio, Lo spazio sfinito, minimum fax

  • Re Ratto scrive:

    Splendida copertina che dice molto sul contenuto di un romanzo altrettanto splendido.

    • giupasserini scrive:

      Sulla copertina concordo in pieno, un po’ meno sul romanzo in sè… Ben scritto: l’umorismo triste e fulminante, il sorriso marcio, l’occhiolino cinico.

      Ma la storia mi è sembrata un po’ vuota, e il racconto faceva fatica e prendere una direzione. Alla fine mi ha lasciato una vaga sensazione di tristezza specchiante, una sincera irritazione per i persoanggi canditi e una voglia matta di leggere il suo prossimo romanzo!

  • Re Ratto scrive:

    “Ma la storia mi è sembrata un po’ vuota, e il racconto faceva fatica e prendere una direzione.”

    Non è proprio questo il senso del romanzo?😉

    • giupasserini scrive:

      Vero, vero, verissimo. E’ per questo che non mi è piaciuto🙂 Al momento ho un problema con le storie di questo tipo, preferisco racconti positivi e propositivi, vitali non esisteniali.

      Chissà cosa potrebbe fare se volesse usare il suo stile in quel senso! (forse niente. forse tutto. ad ogni modo il prossimo lo leggerò sicuro)

  • abo scrive:

    Visto che siamo in tema di Pincio come artista, altro pezzo di bravura di questi giorni.

    http://tommasopincio.splinder.com/post/24287771/william-burroughs

    A breve io mi cimenterò con la lettura di Cinacittà vi farò sapere (però mi sa che di vitale e positivo ci sarà pochino🙂 )

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