Fabrizio Corona e Rosa Mogliasso candidati per la peggior copertina dell’anno.

4 febbraio 2011 § 4 commenti

 

 

 

 

 

 

 

Se qualche giorno fa abbiamo trovato il nostro primo candidato per la miglior copertina dell’anno, oggi abbiamo ben due nomination per la peggior copertina dell’anno.

Cominciamo dai recidivi. Nel 2010 L’imbroglio del lenzuolo, Salani editore, è rimasto a lungo in testa alla classifica delle copertine più trash dell’anno, salvo poi essere battuto al rush finale dall’incontenibile Alfonso Luigi Marra e dal suo Labirinto femminile. Ma alla Salani non si danno per vinti e ci riprovano quest’anno con L’amore si nutre di amore di Rosa Mogliasso.

Sfondo verdazzurrino da manuale di medicina interna, una misteriosa distesa di simboli del dollaro color indaco su cui svettano le palme di un’isola deserta, titolazione in inutile beigiolino-topo. Alla Salani hanno perso smalto: siamo lontani dal trash del Lenzuolo (in copertina per chi non l’avesse riconosciuta c’è la Bellucci), la copertina della Mogliasso è solo molto brutta, ma siamo sicuri sapranno fare di peggio.

Di tutt’altro tenore invece la copertina di Chi ha ucciso Norma Jane, Cairo editore, opera prima del paparazzo Fabrizio Corona (che Dio ci assista). La copertina in questo caso rispecchia perfettamente il suo autore: uno stereotipo spinto all’inverosimile. Solo chi è in grado di idolatrare l’anello mancante tra Tony Montana e 50Cent, potrebbe sciropparsi senza battere ciglio una cover presa di peso dagli anni ’50 e schiaffata con la massima nonchalance nel 2011.

Fra l’altro la copertina, imitazione perfetta di un giallo da edicola postbellico, di per sé non sarebbe neanche brutta ma semplicemente di genere: font d’epoca, illustrazione generica pruriginosa e stereotipata, in cima la dicitura “un giallo di” toglie ogni dubbio permettendo persino al lettore meno avvertito di collocare il testo nel suo genere. Ma con quale sfacciataggine si può pensare di disegnare una cover simile?

Abbiamo due possibili spiegazioni. La prima: alla Cairo editore un grafico non ce l’hanno e le copertine se le fanno da sé, hanno trovato un Fabrizio Corona che negli anni ’50 ha scritto un giallo e ne hanno scannerizzato la copertina. La seconda (sottilmente semiotica): dato che Corona è uno stereotipo al quadrato, facciamogli una cover che sia un cliché al quadrato. Cover non brutta, ma che riesce a farsi odiare ugualmente.

P.S. Quasi dimenticavamo: nel 2010 Cairo editore aveva dato del filo da torcere tanto al Lenzuolo quanto a Marra con una vera schifezza intitolata Cuccioli nel vento. La trama è solo per stomaci forti.

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§ 4 risposte a Fabrizio Corona e Rosa Mogliasso candidati per la peggior copertina dell’anno.

  • Chiara scrive:

    Ma davvero Corona ha scritto un libro?! Quel Corona?! Comunque quella copertina, nella sua bruttezza e nel suo essere così fuori tempo, ha qualcosa di affascinante…
    L’altra semplicemente non si può vedere.

    • giupasserini scrive:

      Ebbene si Chiara, l’ha fatto… Anzi questo potrebbe essere persino il secondo se consideriamo le memorie che ha scritto appena uscito di prigione!

      D’accordissimo con te: la copertina non è affatto brutta, è solo di genere. E poi chi l’ha detto che non si può fare una copertina come negli anni ’50? Liberissimi!

      Il problema vero è la sfacciataggine che ci hanno messo: se avessero usato un minimo di ironia, denunciandola in qualche modo come “vintage” tutto bene; ma fare una copertina così nel 2011 solo per cercare di andare in edicola denuncia oltre che cattivo gusto anche scarsa furbizia.

      Corona fa un libro e tu neanche lo metti in copertina?! Un uomo che esiste solo come ammasso di muscoli e tatuaggi tu lo riduci ad un nome sopra un titolo?!

      E in più, giusto per dimostrare tutta la tua incompetenza, scegli anche una copertina a cui solo i settantenni (di cui notoriamente si compone il fanclub di Corona) potrebbe abboccare?!

      Non brutta in effetti, ma come dicevamo riesce a farsi odiare ugualmente🙂

  • Renato scrive:

    Data la reputazione di autore ed editore, direi che il titolo e la copertina potrebbero essere forse la cosa migliore. A prescindere dal prodotto editoriale, mi sento di andare controcorrente e dissentire dall’opinione espressa nel post: se deve vincere un premio come copertina più brutta, per me “Chi ha ucciso Norma Jean” non ha una sola possibilità.

    • giupasserini scrive:

      Caro renato sono d’accordissimo con te.

      E come sopra ti dico che la copertina non è affatto brutta, solo di genere. E poi chi l’ha detto che non si può fare una copertina come negli anni ’50? Liberissimi!

      Il problema vero è la sfacciataggine che ci hanno messo: se avessero usato un minimo di ironia, denunciandola in qualche modo come “vintage” tutto bene; ma fare una copertina così nel 2011 solo per cercare di andare in edicola denuncia oltre che cattivo gusto anche scarsa furbizia.

      Corona fa un libro e tu neanche lo metti in copertina?! Un uomo che esiste solo come ammasso di muscoli e tatuaggi tu lo riduci ad un nome sopra un titolo?!

      E in più, giusto per dimostrare tutta la tua incompetenza, scegli anche una copertina a cui solo i settantenni (di cui notoriamente si compone il fanclub di Corona) potrebbe abboccare?!

      Non brutta in effetti, ma era difficile riuscire a fare una copertina più sbagliata ed irritante.
      Salut!

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