Libero Bigiaretti, Scritti e discorsi di cultura industriale, Hacca edizioni

29 gennaio 2011 § 2 commenti

Tre sono gli elementi necessari per realizzare una bella cover: un concept originale, un’estetica gradevole, e un’intima aderenza al contenuto. La copertina di Scritti e discorsi di cultura industriale di Libero Bigiaretti, disegnata da Ifix project per le edizioni Hacca, li possiede tutti e tre.

Leggiamo dalla postfazione di Giuseppe Lupo: “Gli Scritti e discorsi di cultura industriale compongono un quadro compatto di questioni inerenti soprattutto al linguaggio delle immagini: sia quello pubblicitario, sia quello della comunicazione aziendale, sia infine quello dell’urbanistica. Il loro scopo principale – si potrebbe dire – è di concentrarsi sulle epifanie del mondo industriale, sul volto che la fabbrica offre di sé all’esterno. Pare addirittura che gli elementi su cui Bigiaretti torna di frequente (l’industrial design, l’organizzazione del lavoro pubblicitario, il problema del tempo libero) siano tutti legati all’esperienza olivettiana: la vera, importante stagione del capitalismo illuminato”.

L’elaborazione grafica di materiale tratto da libretti d’istruzioni risponde perfettamente all’argomento del testo mettendo al centro, oltre all’elemento tecnico, proprio quel “linguaggio delle immagini” di cui si parla nella postfazione, e la componente artigianale che sempre contraddistingue il lavoro del grafico.

Vero tocco di genio invece la sovrapposizione di giallo, ciano e magenta a centro pagina: una scelta che nella sua semplicità nasconde una densità simbolica notevolissima. L’elaborazione grafica su sfondo bianco non trova infatti il suo confine nel bordo pagina, ma nella prospettiva verticale che la triangolazione inaugura: il principio costruttivo della triade bidimensionale viene cioè proiettato dalla sovrapposizione dei piani verso l’invisibile perpendicolare che li attraversa, aprendo ad una visione piramidale degli elementi. Il prospetto ne guadagna in equilibrio e unità e, alla forza dei toni primari, si somma quella della prospettiva attraendo irresistibilmente l’osservatore.

La triade dei colori primari costituisce inoltre lo strumento fondamentale del lavoro del grafico, contribuendo così a rafforzare quell’immagine di tecnica e artigianato che già l’elaborazione grafica sottostante aveva suggerito. Da manuale, a gennaio si candida come una delle migliori copertine del 2011.

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