La peggior copertina dell’anno: Il labirinto femminile di Alfonso Luigi Marra

13 dicembre 2010 § 11 commenti

Ci sono libri brutti con una bella copertina, libri belli con una brutta copertina, e libri brutti con una bruttissima copertina. E’ indubbiamente il caso del Labirinto femminile di Luigi Marra.

Il faccione del signor Marra (in versione spiaggia di Malibù), campeggia all’interno di un esagono percorso da un labirinto rosa. Orribile l’accostamento dei colori, raccapricciante il font della titolazione.

Abbiamo cercato di trovare qualcosa che potesse salvare il volume ma il Booktrailer con la Arcuri come testimonial ha estinto le nostre migliori intenzioni. In corsa per la peggior copertina dell’anno (questa al momento la favorita per Stefano Salis). Tenere fuori dalla portata dei bambini: voto due.

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§ 11 risposte a La peggior copertina dell’anno: Il labirinto femminile di Alfonso Luigi Marra

  • Virginia scrive:

    è esilarante!

  • Patrizia Mandanici scrive:

    Sia la copertina del libro che lo spot sono uno più orribile dell’altro. Troppo brutti. Viene un sospetto: purchè se ne parli?
    Forse non mi sono ancora abituata al fondo di barile di questi tempi…

  • abo scrive:

    Ha ha ha, non ci posso credere…
    Ma poi chi è che le fa squillare il telefono, lo strategismo sentimentale?
    Da antologia del trash involontario.

  • daniela scrive:

    Il peggio è che il testo dello spot, che rispecchia il precedente del resto, è, nell’ordine: scorretto dal punto di vista linguistico, con neologismi inesistenti; surreale dal punto di vista del contenuto, poiché è evidente che non dice assolutamente nulla; di una presunzione abnorme, che nel complesso mi sembra l’aspetto più inquietante. E questo è uno scrittore? Uno che non ha trovato neppure una casa editrice che lo promuova, visto che fa tutto lui, e che arriva a pagare spot in rai per vendere i suoi libri? Se poi penso che questo personaggio privo di talento e dall’ego sconfinato è anche in politica, mi vengono i brividi.

  • sartoris scrive:

    Mi sembrava strano non ne avessi parlato: è il caso trash dell’anno – ti consiglio vivamente di visionare anche lo spot della Arcuri remix, lo trovi in rete, è davvero inquietante!

  • […] il post di Who’s the reader, l’articolo di Andrea Scanzi su La Stampa. Ovviamente Marra dice che siamo noi ad avercela […]

  • troubledsleeper scrive:

    carissimo,
    almeno nella copertina è muto: non parla. dopo aver visto lo spot di La storia di Giovanni e Margherita ho largamente rivalutato qualsiasi situazione in cui il Marra non abbia la possibilità di esprimere i suoi concetti bacati.
    un saluto

  • […] salvo poi essere battuto al rush finale dall’incontenibile Alfonso Luigi Marra e dal suo Labirinto femminile. Ma alla Salani non si danno per vinti e ci riprovano quest’anno con L’amore si nutre di […]

  • luna scrive:

    o ILLICEITÀ DELLE TASSE
    ovvero circa il fatto che gli assertori della bellez- za o della necessità delle tasse sono o degli incol- pevoli disinformati o dei delinquenti perché la tas- se sono invece solo un illecito frutto del crimine del signoraggio bancario primario e secondario.

    Sono degli incolpevoli disinfor- mati, o dei delinquenti, gli as- sertori della bellezza o della necessità delle tasse.

    Le tasse sono infatti illecite, configurano una serie di gra- vissimi crimini, sono la rovina della società, e vanno abolite!

    Al limite si può dire che vanno pagate finché non viene rimos- so l’altro crimine che causa per ora la loro necessità: il signo- raggio bancario.

    Un crimine, il signoraggio, che questi 20.000/30.000 figu- ri che, attraverso i media, rap- presentano in Italia il regime cercano in tutti i modi di occul- tare perché hanno terrore del momento – imminente – in cui la collettività scoprirà il gioco.

    Un crimine che magistratura, politica e media si sforzano di promuovere, nonostante sap- piano che non potranno nega- re di esserne stati al corren- te, perché ricevono da anni i miei volantini informativi. Così come non potranno dire gli si- ano sfuggiti i video in cui Sara Tommasi nuda o Rossy de Pal- ma o Ruby spiegano cosa sia.

    Gente che sa che le tasse sono un’invenzione del sistema ban- cario, ma finge di ignorarlo per conservatorismo.

    Un conservatorismo divenuto oggi una disdicevole e ottusa forma di perseveranza nell’ag- grapparsi a un regime, non solo depravato, ma al tracollo.

    È cioè ormai noto che le ban- che centrali sono private e per lo più di proprietà delle ban- che di credito che dovrebbero controllare; e che stampano, da proprietarie, i soldi al costo della carta e dell’inchiostro e poi li ‘vendono’ (è più un scon- to, ma in realtà è una mera fro- de) agli Stati, che glieli pagano con i buoni del tesoro, creando così dal nulla il debito pubblico.
    Un crimine di straordinaria gravità, visto che non c’è moti- vo perché gli Stati non stampi- no da sé i soldi.

    Stampa dei soldi da parte degli Stati che non provocherebbe svalutazione perché lo Stato i soldi non te li regala, ma te li dà solo in cambio di beni, ope- re, diritti eccetera, cioè contro- prestazioni con cui chi li rice- ve li ‘copre’, ovvero li ‘invera’, perché ho definito questo fe- nomeno ‘inveramento’.

    Con il risultato che non si ha svalutazione perché cresce pa- rallelamente sia il quantitativo di denaro che la ricchezza re- ale.

    Inveramento che non c’è quando a produrre i soldi è un falsario (è un falsario chiunque crei i soldi e non sia lo Stato, e quindi anche le banche centra- li e non, come la BCE, FED, Uni- credit ecc.), perché il falsario i soldi li attribuisce a sé senza prima inverarli/coprirli, facen- do così aumentare la quantità di denaro in assenza di alcun aumento della ricchezza reale.

    Ricchezza reale di cui poi, met- tendo in circolazione i soldi mediante lo spenderli, com- prerà per di più una percen- tuale, producendo, oltre alla svalutazione, anche la diminu- zione della quota di ricchezza reale dei cittadini.

    Un quadro (criminale) nel qua- le le tasse servono a rastrella- re soldi inverati per ‘comprare’ assurdamente i soldi da inve- rare dalle banche centrali.

    Tasse che servono però anche a reprimere la società median- te la recriminazione di alcuni come evasori, altri come rici- clatori ecc.

    Tasse che dunque vanno abo- lite previa nazionalizzazione
    – attraverso confisca pena- le – delle banche sia centrali
    che di credito, perché anche le

    banche di credito producono, da falsarie, denaro elettronico mediante il ‘moltiplicatore mo- netario’ (signoraggio secon- dario: approfondisci dal www. marra.it).

    È ovvio insomma che nel mo- mento in cui lo Stato non dovrà più ‘comprare’ il denaro presso le banche centrali, o assistere al fatto che le banche commer- ciali lo creino mediante il mol- tiplicatore, ma potrà invece Esso stesso crearlo, non avrà più bisogno di tasse.

    Salvo invero un’unica imposta (potremmo definirla la ‘gene- rale’) da pagarsi – senza com- pensazioni tra dare e avere – sui consumi di beni o servizi.
    Un’imposta variabile (tipo 2%
    sui beni di prima necessità e
    20% sui beni di lusso) formu- lata per porre a carico del fru- itore lo sforzo sociale che ogni transazione richiede.

    Campagne scellerate quindi, quelle pro-tasse della politica, la quale, incolta com’è, si è fat- ta inculcare dalle banche e ha inculcato al grosso dell’elet- torato l’idea che senza le tas- se dei ricchi perderebbe la sua fonte di sostentamento.

    Banche che, peraltro, evadono da sole tasse per importi mul- tipli di tutte le tasse sia paga- te che evase dal resto dell’inte- ra società.

    Un equivoco culturale a causa del quale i partiti, per difende- re le tasse, difendono poi an- che le banche, da cui capisco- no che le tasse dipendono.

    Cose che spiegano il singolare legame tra entità come il PD, Napolitano, Bersani, il bilder- beghino Monti e le banche che, attraverso il Bilderberg, lo han- no eletto.

    Cosa bisogna fare? Nulla! Stanno facendo tutto loro, spe- cie Monti e le banche sue man- danti.

    Monti che non è sobrio ma de- lirante di supponenza frustra- ta, così come lo stesso potere bancario che, anche a volerne condividere gli illeciti intenti fi- scali, sta risolvendo il proble- ma dell’evasione mediante la distruzione dei redditi.

    Redditi in ogni caso destinati a scomparire perché ribadisco che la ragione della crisi, oltre che nella concorrenza stranie- ra e non, è nell’eccesso e nell’i- nutilità dei beni prodotti, per cui non si riesce più a vendere, e se si vende non si guadagna.

    Problemi risolvibili solo nazio- nalizzando le banche e finan- ziando quindi, con i soldi che allora lo Stato potrà creare li- beramente, una radicale ricon- versione lanciando opere uti- li come la ristrutturazione e la bonifica dell’intero mondo, aria e acque comprese, a par- tire dalle città, la riconversio- ne energetica ecc., garantendo così per decenni tutto il lavo- ro che si vuole sia ai lavoratori che agli imprenditori.

    Cambiamenti che, non so se anche nelle carte di altri, ma nelle mie sono descritti dal
    1985.

    Cambiamenti per giungere ai quali non bisogna far nulla per- ché – ad averli decisi sarebbe- ro stati dei meravigliosi eventi
    – ma ora, con la fine dell’illu-
    sione Monti, accadranno co- munque e, peraltro, dovendoli subire, saranno dolorosi.

    Un cambiamento che, come sempre da 2.000 anni, inizie- rà dall’Italia, paese fondato- re delle vere culture, e verrà poi esportato nel mondo. Nuo- va cultura che da 27 anni, ho la pretesa di aver formulato nei miei libri, dal primo, La storia di Giovanni e Margherita, fino all’ultimo, Il labirinto femmi- nile.

    Alfonso Luigi Marra

  • luna scrive:

    Clicca qui per ascoltare l’intervista di Alfonso Luigi Marra a radio studio 54:

    http://pas-fermiamolebanche.blogspot.com/2012/02/alfonso-luigi-marra-ospite.html

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