Veltroni, il buio e l’apostrofo
febbraio 23rd, 2012 § 3 commenti
Qualche tempo fa abbiamo scritto (qui) di copertine costruite su titoli e “a capo”. Dicevamo che in questi casi:
la conseguenza agisce da causa, e la divisione in sillabe non si verifica a effetto di una limitazione di spazio, ma piuttosto si fa causa significante della progettazione grafica.
Bene. Walter Veltroni fa un passo avanti e all’ “a capo” affida anche la genesi del titolo del suo libro. Va da sé che un apostrofo in fin di riga non è un peccato mortale (l’uso ha avuto corsi e ricorsi nella storia dell’italiano), ma un apostrofo inutile in fin di riga decisamente sì: è davvero l’inizio del buio.
Quale sarà il tormentone editoriale del 2012?
febbraio 20th, 2012 § Lascia un commento
Dieci consigli per una biblioteca minima di grafica editoriale e non
febbraio 16th, 2012 § 1 commento
E se per capirne qualcosa di più di grafica e copertine ci decidessimo finalmente ad aprire un libro? Ecco i consigli di un vero esperto per la vostra biblioteca minima di grafica e non solo: Maurizio Ceccato, grafico e illustratore conIfix project, autore per Hacca, ed editore con Watt.
- Antonio Faeti, Guardare le figure, Einaudi
- Bruno Munari, Da Cosa nasce Cosa, Laterza
- Art Lab rivista di grafica della Fedrigoni
- Jan Tscichold (qualsiasi cosa)
- Kandisnsky, Punto linea superficie, Adelphi
- Max Ernst, Una settimana di bontà, Adelphi
- Type Design, Franco Angeli
- Storia del design, Bruno Mondadori
- Design anonimo in Italia, Electa
- Le opere di Giancarlo Illiprandi edite da Corraini
Grazie a Maurizio che si è gentilmente prestato, e a tutti buone letture.
Ci siamo presi una pausa…
febbraio 3rd, 2012 § 2 commenti
Who’s the reader tira le somme. Regali di fine anno
dicembre 19th, 2011 § Lascia un commento
Un po’ in anticipo ma... ecco i regali di Who’s the reader per il Natale 2011: link sparsi per la rete ad alto tasso calorico, basso contenuto di grassi, con una punta d’assurdo.
In alto: Horcynus Orca di Stefano D’arrigo e Horca Myseria di Renzo Cortina. Il primo è un libro di straordinaria bellezza e difficoltà (della sua storia grafica abbiamo parlato qui); il secondo è un pasticcio-divertissement metaletterario di non altissimo valore (per quanto scritto con perizia).
Il nuovo portale di Satisfiction: pieno zeppo di inediti, articoli, post e con un’interessante rassegna stampa.
:duepunti edizioni ospiti a Teledurruti ( TV monolocale di Fulvio Abate).
Ebook in sei step sul blog di Panorama.
Archivio Caltari firma Fuori fuoco, post extra sulle tecniche di stampa fotografica.
Sempre dalle cartelle dell’Archivio Caltari una bella iniziativa: libri usati con qualcsao dentro.
L’Indipendet firma un servizio su ebook, copertine e vecchi formati con le interveste ad alcuni fra i migliori grafici del panorama internazionale.
Gli Assaggi letterari su Non capisco un’acca di Maurizio Ceccato.
The Cover Junkie Mag: 96 pages jam-packed with the best covers of 2011 and interviews with the greatest magazine designers.
Le copertine migliori del 2011 secondo: Publisher weekly, Booketing, Casual optimist (le nostre seguiranno).
Buona lettura!
Elliot riscopre Manlio Cancogni
dicembre 16th, 2011 § 2 commenti
Da qualche tempo l’editore Elliot si è dato a riscoprire l’opera di Manlio Cancogni, autore un po’ dimenticato ma da molti considerato fra le voci più interessanti del secondo novecento (secondo Antonio D’Orrico, ad esempio, “il migliore scrittore italiano vivente“).
Per l’occasione, ifix disegna copertine classiche per non dire antiche, senza ombra di vintage, ma per colori e tratti (che restano molto luminosi) non “vecchie”. Dell’iniziativa e dell’interpretazione grafica non possiamo che rallegrarci.
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Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice, minimum fax
dicembre 7th, 2011 § 2 commenti
Dicevamo qualche tempo fa:
I libri si possono davvero giudicare dalla copertina. Essere editori significa infatti avere un progetto e affidare un’idea a degli oggetti. Non si tratta di mettere delle pere in una cassetta di legno, ma di ritagliare spazi di realtà deperibile, in serie, su cui cucire -a filo testo- del significato di valore.
Ecco perchè i libri di un editore che rispetta il proprio lettore e crede in quello che fa si possono giudicare dalla copertina. Così la pensano anche in casa minimum fax: secondo Riccardo Falcinelli (art director) “Le copertine devono somigliare a tre cose: al libro che racchiudono, all’editore che lo pubblica, al lettore che lo compra“.
Esce in questi giorni “Fare i libri – Dieci anni di grafica in casa editrice“, volume che ripercorre dieci anni di collaborazione fra Riccardo Falcinelli (art director) e minimum fax, un’ottima occasione per buttare un occhio nell’officina grafica di una casa editrice “di progetto”.
Il rapporto fra il grafico e la casa editrice cresce a pane e metonimia: protagonisti delle prime copertine sono gli oggetti su campo neutro, sempre straniati e assoluti, parti che alludono al tutto del libro. Sono solo le prime prove ma si vede già quell’atrazione pop per il postmoderno, gli oggetti commerciali, e la retorica non lineare che caratterizzeranno dieci di linea grafica.
Collana dopo collana, Martina testa (direttore editoriale), Marco Cassini (editore) e Riccardo Falcinelli (art director) ci guidano alla scoperta di un catalogo ampio e variegato, dalla collana Nichel ai Sotterranei, da Filigrana alla defunta Indi, passando per quelle dedicate al cinema, alla musica e ai grandi autori che hanno fatto la storia della cas editrice (Carver, Wallace, Fitzgerald…), fino a Quindici, i titoli storici del catalogo. Di ciascuna ci mostrano bozzetti e prove di stampa, formati, gabbie e font, tracciando linee di continuità ed evoluzione, idee in nuce e risultati finali; un post a parte andrebbe dedicato agli illustartori che hanno segnato 15 anni di storia con la loro collaborazione, intanto ci limitiamo a ricordarli: Marina Sagoma, Agostino Iacurci, Luigi Bicco, Alessandro Gottardo.
Poi ci sono gli aneddoti. Come quando il distributore rimandò indietro un’intera cassa di minimum classics (su cui si era voluto esagerare in illusionismo vintage) considerati danneggiati;o quando un po’ per gioco un po’ per risparmiare si vollero mettere in copertina i ricordi di famiglia (i nonni Falcinelli immortalati nelle foto di Non parliamo la stessa lingua di Todd Hasak-Lowy, i giocattoli usati per Il luogo sottile di kathryn davis o Appuntamento a Samarra di John O’Hara) o le citazioni come nella copertina di Stai tranquilla, io sto bene di Olivier Adam (in cui i francobolli ritratti sul prospetto richiamano le copertine dei libri precedenti dell’autore).
C’è molto altro in questo libro come un redattore che finisce in gabbia su un libro di Aimee Bender, Alessandro Grazioli che racconta di quanto una copertina possa influire su un lancio stampa, e MarcoCassini che riflette sul rapporto fra costi e packaging e su come talvolta fare qualche scelta in controtendenza non possa che rivelarsi salutare; ma con giudizio, perchè in fondo “il segreto dell’arte sta sempre nel fermarsi al momento giusto“.
Marino Buzzi, Un altro best seller e siamo rovinati, Mursia
dicembre 5th, 2011 § Lascia un commento
L’ultimo libro di Marino Buzzi ha proprio una copertina da libraio. Zero budget, brossurina, cartonata per finta. Perchè alla fine il Natale è alle porte e certo a regalare un bel volume cartonato si fa più bella figura, ma in tempo di crisi si sà… ci si arrangia come si può. Bravo il Buzzi (che ha anche un bel blog) e, tutto sommato, brava Mursia.
Patrik Ourednik, Europeana, :duepunti edizioni
novembre 28th, 2011 § 1 commento
I ragazzi che stanno dietro alle edizioni :duepunti sono speciali e lo sappiamo bene (ecco un breve documentario). Per dire, ecco il loro ufficio marketing all’opera.
Fanno libri eleganti e bellissimi.
E poi fanno le cose al contrario, come far uscire lo stesso titolo prima in brossura e solo dopo in cartonato, e con questo titolo aprire una nuova collana. Il titolo è Europeana, di Patrik Ourednik, la collana Sablier: libri che restano nel tempo.
Da :duepunti non aspettatevi copertine scontate, mai. Ovviamente non si tratta della sezione di un tronco, come sembra; è invece la fotografia di un polpastrello ingrandito fino a farlo diventare altro da sè, fino a straniarlo, fino a farne un mondo ridicolo e solenne (così come qui e qui).
E’ l’uomo del secolo XX: totalitario, antropomorfo, antropofago, egocentrico, egoista, che dura cento anni ma continua ad allargarsi in tutte le direzioni (secolo breve scandalosamente lungo); sporco di terra -forse-, magari già cadavere su un tavolo operatorio, di certo sezionato, smembrato, tatuato, arruolato, omologato, schedato, fotografato.
E a noi basta aprire il libro e leggere.
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Sogno del tipografo stanco la notte di Natale, Topipittori
novembre 21st, 2011 § 2 commenti
Ci sono libri che scelgono la leggerezza. Non è necessario andare a scomodare Calvino e l’America e la luna, ma è di quello che parliamo: storie leggere come una tela di ragno, raccontate sulle righe di un pentagramma, in punta di pennello. Come quella raccontata da Giovanna Zoboli (testi) e Marina Del Cinque (immagini) per Topipittori.
Il viaggio di una stella è il sogno di un tipografo nella notte di Natale, stanco per il lavoro di molte settimane, affamato e desideroso del calore del caminetto e della propria famiglia; fra poco uscirà nella neve chiudendo bene la porta della bottega, e andrà verso casa lasciando dietro di sè le impronte degli stivali. Ma prima poggerà la testa sulla cassa che contiene i tipi appena sporchi d’inchiostro, e si addormenterà dicendosi “solo un minuto”... Ecco il suo sogno:
NB cliccando col destro sulle singole immagini potete vederle più grandi
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